giovedì 14 giugno 2018

DÜW 221 SE CI SCOPRONO CHE CI FANNO?

Un culo tanto. Gli rispondo.
Il mio vicino di tavolo si preoccupa. Gli ho indicato l'ascensore che ieri scoprii. Lui è stato operato all'anca sinistra e quando cammina saltella. È un fine dicitore, sposato con una francese di Lyonne, che sa di storia franciosa e di tedesca come me, e noi due si discute ogni giorno, sparlando di Adolf, di De Gaulle e anche della Merkel.
Mi mancherà quando me ne andrò, questo già so.


DÜW   221   VI


La noia
di un giorno appiccicoso
e sudaticcio, uno dei tanti inutili,
insolenti, cola dall'alto.
I miei pensieri, attorcigliati lungo
binari perennemente mai paralleli,
si aggrovigliano in una
matassa incolore.
Questa sprofonda nell'orizzonte
da cui tangenzialmente si distacca
profanando lo spazio
dove anelavo di trastullarmi in riposo
dalle mie quotidiane stravaganze.
Questa sera saprò
se stanotte avrò un sonno tranquillo
oppure tu salterai sulle corde tese
delle mie immaginazioni fantasiose
fino a spossarmi della tua presenza.


26  05  18

12 commenti:

  1. però, che bella vena poetica t'ha fatto crescere questo periodo di cure...

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    1. Penso sia il frutto dello star da solo, in silenzio, con due libri come compagni, che do divorato in una manciata di ore, infatti poi mi sono fatto portare da Anna Maria "Cento anni di solitudine" di G.G. Márquez, libro divino che non si legge che lentissimamente.
      Pensavo e scrivevo ogni sera in un silenzio assordante, una al giorno e anche di più e così mi è venuta l'idea di trasmettervele una al giorno; per questo le ho datate.

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  2. Leggermente più ermetico ma non per questo non comprensibile e soprattutto molto lirico. Hai davvero scoperto una nuova vena artistica, uno stile che tocca l'anima con maggiore delicatezza o talvolta con durezza drammatica ma sempre con quella levità d'animo e sensibilità di cuore che ti contraddistinguono da sempre. Tra l'altro sembrano un diario in poesia. Alcune di esse fino ad ora chiudono con una sorta di resoconto del giorno chiedendoti che tipo di notte passerai, quali pensieri ti toccheranno la mente e quali ricordi o sogni della giornata torneranno a farti visita nella notte.

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    1. Io rimango sbalordito dalla capacità di intendere profondamente uno scritto che tu mostri ogni volta.
      Vabbè, sei un poeta vero e quindi arrivi sempre vicino alla fonte, ma in modo così attento da sembrare sia stato tu a scriverla e non io. Agostino Masaracchia, mio maestro infinito al liceo era solito dire che le persone geniali si annusano al buio, quelle perfide pure. Siamo perfidi noi due? E allora vedi che avesse sempre ragione Masaracchia.

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    2. Non credo che la perfidia pervada il nostro animo, non in misura preponderante almeno, quindi :-)))…. LOL

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    3. Se LOL è una parola buona...LOL a me...LOL a te...LOL a tutti quelli che ci vogliono bene.

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    4. LOL sta per (tradotto dall'inglese) "ridere a crepapelle" (laughing out lord) o da qualche parte ho anche trovato e sapevo Lots of laugh (un sacco di risate) quindi sì è una buona parola

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    5. Allora OK! Si LOLLI a volontà.

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  3. Bravo Vincenzo! Il riposo forzato ti ha dato nuova verve.
    Non credo però che tu, eclettico come sei e con la mente sempre in fermento, sappia poi cosa è la noia vera. Un po' di stanchezza di tutto magari ma la vera noia.... artisti come te, proprio non la conoscono!

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    1. Invece ci si annoia, ci si annoia artisticamente, ma si sbadiglia allo stesso modo, credimi. Ma la tragedia ti ighiotte quando ti rendi conto di stare raccogliendo palline ruzzolanti al suolo. INUTILMENTE. Perché tanto non ti servono più.
      AHAHAHAHAHAH
      Ciao e grazie dei troppi complimenti.

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  4. Questa pausa forzata ti ha ispirato alla grande: versi bellissimi, come sempre. Hai saputo investire al meglio quel tempo odioso.
    sinforosa

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    1. Forse la solitudine, forse il voler cercare di scoprire cosa si celava sotto la stessa faccia della luna che vedevo ogni volta. C'era un bello scrittoio, mi ci sedevo dietro e scrivevo tutto quello che mi veniva su, come mi veniva su. Datavo e chiudevo il quadernone. Avanti alla prossima.

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