mercoledì 11 luglio 2018

DÜW 221 QUANDO LA PASSIONE OSSESSIONA

A stare troppo soli si prende di muffa antica. Soprattutto quando il sonno non arriva mai a fare il suo lavoro: addormentarti.
E allora ci sono le corse delle bighe dentro la tua testa: dalle prime corse in automobile decappottabile e a bordo una ragazza che si reggeva i capelli svolazzanti con entrambe le mani lasciando andare la gonna mostrando tutto dei suoi segreti, e allora il tuo sogno proprio lì si concentrava coi ricordi convulsi accumulati negli anni universitari con la collega ungherese, con la quale avevi programmato un ripasso di anatomia patologica.


DÜW   221   XXIX


Voce di donna che copriva di velluto
l'aria che ci avvicinava, complici e innocenti;
muschio fresco di primo mattino
il tuo alito che si inerpicava in spirali di voglie
arrampicate fin su, sopra il mio tetto,
ove la solitudine imperava da quando
l'ultima volta ci avevi dormito tu appena sfebbrata
di quella febbre antica che si chiamava,
allora come adesso, desiderio di te, di me, di tutto
quello che si arrivava a immaginare
solo pensando la parola "amore", solo alludendo:
dammi il tuo fiele, dammi il tuo veleno;
liquefami il tuo respiro e il mio, sopra
la superficie della tua lingua e della mia,
in una malta incolore, inodore, insapore
che ingoiavamo insieme, misura miracolosa
dei tuoi ormoni più intimi e dei miei
spermatozoi più recettivi e mobili; da riprovarci
poi mille volte anche solo per il gusto
di risentire lo schiocco delle nostre
lingue intrecciate quando dischiudevamo
le labbra per succhiare aria per un attimo,
breve e infinito, ed iniziare da capo
un nuovo assalto ancora
più miracoloso. Il sibilo del respiro
affannoso tra i nostri denti; l'erezione
furibonda e incontrollabile che palpitava in me
dalle caviglie fino ai testicoli,
testimoni impavidi delle tue cosce
inattive e voraci nel guizzo estremo
della penetrazione fattasi muscolo e sangue,
battimento e convulsione estrema, appassionata
fino al sussulto incontenibile nello spasimo
di un abbandono contemporaneo,
folle, che si appaga già del ricordo
che lentamente affievolisce, amore.


06   06   18






4 commenti:

  1. Una poesia erotica e d'amore in piena regola scritta in modo sensuale e non volgare, cosa non facile quando si scrive una lirica del genere. Complimenti, sempre bravo.

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    1. Sì, è molto difficile non oltrepassare i limiti della decenza e cadere dentro la pornografia quando si scrive di erotismo; ma occorrono anche lettori intelligenti e sensibili, credimi. E tu lo sei.

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  2. Chapeau!

    ps tranquillo che a te la muffa non viene ahahahahahh

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    1. Mi piace la tua esclamazione!

      ps. Sapessi Pat le risate che mi faccio quando in bagno entro sotto la doccia!!! Qualche volta mi ci strozzerò!AHAHAHAHAHAHAH

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