lunedì 7 ottobre 2019

BUONA È LA NOTTE

Una sua poesia, letta il giorno del suo funerale:

Buona è la notte, che mi fa pensare,
che mi aiuta a subire; bella
è la notte, che mi dà la voglia
di sperare. Da trenta anni la accolgo
in questa casa, vicina
allo scorrere del Reno, dove sono
parcheggiato nell´attesa che tutto abbia fine.
Qui ascolto la notte e il suo respiro,
che trapassa i vetri, le mura
e le tegole del tetto: lo ascolto
unirsi al mio, che a volte è tranquillo,
molto spesso accelerato, qualche
volta agitato. Poi c´è ancora
qualcosa che amo della notte; il tuo
silenzio calmo accanto a me.

giovedì 26 settembre 2019

Ciao a tutti

Cari amici di Vincenzo,

con profondo dolore e rammarico mi vedo costretta a darvi questa triste notizia; a seguito di gravi complicazioni renali martedi 24 settembre, Vincenzo ci ha lasciato serenamente nel dolce abbraccio di tutta la sua famiglia.

Il funerale verrà celebrato la prossima settimana nella cappella di un piccolo cimitero vicino al fiume Reno.

Voglio ringraziare voi tutti, innanzitutto per il vostro interessamento in questo ultimo periodo e poi per tutta la lunga vicinanza e amicizia che gli avete donato in questi anni e alle quali lui era molto affezionato.

Io, Anna Maria , e tutta la mia famiglia vi siamo grati e so che porterete sempre un bel ricordo di lui.



venerdì 21 giugno 2019

Stanza 1441

Domenica 16 giugno, alle 10 sembrava una giornata noiosa come tutte le altre.
Appiccicosa, scassamarroni come quelle che amo. Pranzo, spaghetti al sugo, TV, pennichella.
Niente di speciale.
Tra il dirmiveglia avverto qulacosa, NON SO COSA che canbia di colpo tutto. Cosa? NON LO SO. TUTTO.
Cado lentamente in un torpore profondo. Non riesco a pensare organicamente, Mi si chiudono gli occhi, non so in che mondo io sia e che cosa ci faccio in questo. Sto stravaccato sul letto e mi sento pesantissimo, le mani abbattute sul letto come inchiodate e NULLA nella testa. Riesco appena a respirare profondo e mi si chiudono gli occhi, nessuna voglia, niente di niente.
All'improvviso un fortissimo conato di vomito, assai doloroso ma non rigetto nulla. Non sono svenuto ma solo aspetto il prossimo conato. Inizia la peggiore mezzora della mia vita.
Annamaria e
mia figlia si sono accorte del mio stato ma non riescono ed aiutarmi perchè peso troppo.
Annamaria rompe gli infugi e chiama l'ambulamza
Arriva in una manciata di minuti.
Mai riesco a vomitare e sempre i conati.
Mi danno qualcosa e mi portano via nel nuovo Ospedale di Kandel.
Sono completamente rincogliomito.
Analisi quasi fatali:
Sono DIDIDRADATO. Nemmeno un litro d'acqua in corpo.
Mi fanno tre infusioni veloci subito e altre due prima che arrivi notte.
Sono finiti i conati.
Di notte dormo con le pillole ma somo stremato e DEVO dormire.
Sono calato due chili di peso.
Questa volta ho avuto paura: Adesso so come si muore.
Grazie di esistere.
Sono tornaro questa mattina.

venerdì 14 giugno 2019

ORA FERVIDAMENTE


Ora fervidamente
declina il sole 
sulle palpebre un guanto
e si nasconde alla parte più semplice
quel che ciascuno di noi 
vuole nascondere
occultando i propri vizi,
in quel momento
un respiro profondo
da me si stacca

e tu libera di me
cerchi
nell'allentarsi del battito del cuore
un sereno non chiedere
senza rimpianto,
e dentro
la tua testa lasci
rimbombare
l'eco di quello che sognasti a lungo,
e non pensasti 

che tanto semplice fosse

e indoloroso.

Ascoltando
il silenzio
ti faii carico

del tuo ultimo sforzo.



10  O6  2O19


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martedì 11 giugno 2019

OMBRA ERRANTE


Ombra errante nel cielo
sommessamente 
nata,

si abbruna ad ogni istante
nei fumi caldi del meriggio estivo.

Così ogni giorno.

Mentre placidamente alla sera
il tiepido

sole rinnova.

Preghiera lontana
ormai dimenticata.

Sollevo gli occhi e scopro
la serie completa delle mie insoddisfazioni.



30  maggio  2019



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domenica 9 giugno 2019

LA TUA VOGLIA


Distinguo la tua voglia

al rumor delle ciglia,
alla carezza del tuo rapido bacio,

al soffio
dello strale del tuo sguardo,
all'incupirsi dei 
tuoi occhi.

Rimarrò tutta notte
diffuso nei miei rami
in attesa
del tuo risveglio

vivamente 
spalmato entro me stesso.



30  maggio  2019



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venerdì 7 giugno 2019

LO SQUILLO


Dalla turgida fronte eruppe
lo squillo vigoroso
come un vagito antico,
come un singhiozzo,
come una promessa 
da non mantenere.

Membra accovacciate
su speranze
già aride,
si prolungarono nel futuro,
giacquero inerti,
sfinite.

Su respiri forzati,
inappagati,
riarsero le brume

ricapitolando
le tappe di una vita
ancor breve,

infinitamente indispensabile.

Lasciarla sola
a srotolarsi tutta
in un unico agguato
avrei dovuto,

solo ingombro il pianto.



29  maggio  2019



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