martedì 21 marzo 2017

CORPI DENTRO DI ME


Corpi si liberano dentro di me
prendono forme diverse dalla mia lontano
da me, non riesco a fermarli,

mi piovono dentro 
da un cielo che non posso misurare per intero,

corpi che mi sfuggono davanti
in un prato recintato
da una muraglia di pali aguzzi.
Li rincorro, si fermano, ma quando
li raggiungo essi con un balzo spariscono
oltre la palizzata.

Entweder si beffano di me
oder non mi ritengono degno di stare
in loro compagnia.

Squame liberatesi dal mio guscio
le sento andar via al piccolo trotto
mormorando rimproveri
e accuse contro di me.

Da lontano mi arrivano
le loro risate di scherno mescolate
ad oscure maledizioni.


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Maximiliansau, 11 marzo 2017

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sabato 18 marzo 2017

ISPIRAZIONE


Sopra una tela appena pensata
si spande un colore inesistente,
traspare il niente che resta sospeso
davanti agli occhi all'infinito;

parole senza suono si rincorrono,
si incontrano, si legano
sgrammaticate, serie
di avverbi senza
punteggiatura.

Il limite estremo dell'intelligenza
non si lascia scoprire.

Sono vicino al punto di rottura,
raggiunto il quale rimarrò
lontano da tutto,
battello senza scafo all'orizzonte:

veloce scende una notte senza luna.


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Maximiliansau, 10 marzo 2017

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venerdì 17 marzo 2017

QUANTO BASTA


Ama la donna quanto basta, mai di più,
lascia una riserva del tuo amore per i giorni
migliori, un'altra per quelli peggiori.

Incomincia da quando galleggi
nel suo liquido, appena ti accorgi
del ritmico suono che permette al tuo
guscio di vibrare, ora lentamente,
ora velocemente, quel tum tum tum tum
che non si arresta mai, che ti sveglia,
che ti addormenta, che tranquillizza le tue
paure, che ti rende tanto felice.

Attento: quell'odore che annusi così delicato,
è lo stesso che ti indica la strada
della luce, la strada dei suoni convulsi,
compressi, delle grida che feriranno
le tue tenere orecchie quando
il tum tum tum tum sarà sparito;
quell'odore scomparso per un attimo
infinito lo sentirai di nuovo intensamente
per non staccartene più
quando sarai nella luce.

La tua prima donna.

Poi le altre,
sempre odori diversi, mai lo stesso. Allora
avrai imparato che l'amore è un momento
che dura il lampo di un fulmine;
poi l'intero giorno. poi la notte,
e tu continua ad amare questa e quella,
tutte però rispetta come se fossero 
una sola, la prima oppure l'ultima
non importa, purché tu tutte le rispetti dopo
averle tutte amate. E se qualcuna
di esse ti volesse odiare, tu rendile onore
in cambio, mai disprezzandola,
mai sparlando di lei. So che è difficile.
Tu prova però, vedrai che ci puoi riuscire.
Occorre allenamento, per questo cambia spesso
così eserciterai il tuo senso dell'onore
e del rispetto, e lascia che dicano che tu
sei uno sciupafemmine. Non importa.

Insegui la tua spiaggia ultima
che è quella del buon ricordo
di un lungo percorso che non hai macchiato
della tristezza delle donne che hai
abbandonato. E non cercare mai di vendicarti
se qualcuna ti lascia all'improvviso,
ma riserbale il tuo sorriso più bello
e falle capire che non
la dimenticherai mai, che lei per te
è come se fosse l'unica.

Ama le donne finché sei in grado di farti
amare da loro, di farti desiderare
e odiare, perché amore e odio
camminano mano nella mano
in questo spicchio di Universo.


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Maximiliansau, 9 marzo 2017

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mercoledì 15 marzo 2017

UOMINI BOCCA DI MIELE


Uomini bocca di miele,
parole mandate a memoria come poesie
declamate con indifferenza
a donne diverse per un unico scopo:
l'esaltazione dell'ego,
la voglia di volare sopra le teste
di tutti senza nessuno sforzo
solo pronunciando poche parole
fritte e rifritte.

Sono specchi lucidati
per occhi sbarrati dall'entusiasmo.

Io invece solo una pozzanghera dove bagnarti
i piedi, perché specchiarti non puoi
nell'acqua sporca;
eco lasciato dell'ombra come quando
si rattrappisce il vento dentro
una caverna con grida sommesse.

Si estingue in un attimo.

Con lui il sentimento della leggerezza,
la voglia di ghermire della vita
almeno un palpito
e tentare invano
di abbattere questa incapacità
di gioia, di esternare la gioia,
di viverla insieme trasmettendone
il flusso a chi non si è mai stati 
capaci di dire "amore mio".

Solo ingobbirsi
in un angolo al buio
silenziosissimamente.

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Maximiliansau, 8 marzo 2017

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lunedì 13 marzo 2017

VERA AMICIZIA


Conserva il dono della fedeltà
nell'amicizia, tu che hai avuto la sorte
di scoprirlo incastrato tra le pietre
che lastricano il selciato
della tua freschissima anima.

Lo hai sradicato pian piano
dai sassi che lo serravano tra loro,
ferendoti le giovani dita
rovinando le tue unghie ben laccate,
ma ne valeva la pena.

Niente è più importante di questo
dono, niente è più prezioso.
Ma il difficile ti sta adesso davanti:
scegli di dividerlo solo con coloro
che come te han lacerato
le pelli delle dita e incrinato le unghie,

coloro che possano mettere accanto
alla tua la loro pietra ben levigata,
e poi l'amore per la verità,
e che possano prometterti
quella sincerità che tu sai offrire
guardandoti dritto negli occhi.


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Maximiliansau, 5 marzo 2017




sabato 11 marzo 2017

HO VISTO


Ho visto delicata posarsi
su di te l'ombra
del mio desiderio,
credo fosse una spalla
che ti toccava,
ed ho provato io il brivido
che doveva essere il tuo.
Ma tu dormivi.

Quando però ti ho svegliata
hai protestato e insultato
perché io avevo interrotto
un tuo bellissimo sogno.

Brevissimo è il percorso tra il sogno
e la realtà. Quanto è sgradita
questa, tanto era bello
il tuo sogno.

A volte l'infelicità
è un sogno che non continua
oppure un desiderio
che non si può rivelare.

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Maximiliansau, 5 marzo 2017
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martedì 7 marzo 2017

OGGI SEI LIBERA


Oggi sei libera Katrye.

Inchiodata in un letto nove anni fa
da un dio malevolo che ti ha odiato;
non vendicata da una polizia inetta
che mai smascherò chi aveva
tentato di ucciderti nel campo
dove ti aveva violentata
e abbandonata sicuro 
che tu fossi spirata,
mentre invece la pietra
con cui ti aveva massacrata
aveva frantumato il tuo cervello
ma non il cuore che impavido
continuava il suo lavoro.

Diventata albero, pianta, vegetale,
attaccata a una macchina,
gli occhi sbarrati a non vedere nulla,
la bocca semiaperta a consumare aria,
mai più una parola, un lamento,
una risata, un segno
di appartenenza a questa Umanità,
anche coloro
che più di tutti ti amavano,
tuo padre e tua madre, lentamente
avevano accettato che tu
non esistevi oramai più.

Inutile richiedere un gesto di pietà,
un atto di giustizia, la liberazione
da una sofferenza senza fine,
la tua, che contraevi
tutti i tuoi muscoli, aggrediti
dai crampi, manifestando la tua pelle
l'orrore per tutti gli altri che vivevano
una vita animata dal pensiero;
la sofferenza di chi aveva cura di te,
di chi a ogni tuo respiro sentiva
un coltello trapassargli l'anima
perché vi riconosceva il tuo tormento.
Niente. Chi doveva ascoltare era sordo.
Tu ti consumavi,
ridotta pelle e ossa, ma nessuno
accettava di discutere, proprio coloro
preposti al bene, 
che battono un ginocchio
sul pavimento facendosi la croce
e mugulando giaculatorie,
i conservatori del Tempio
i testimoni della misericordia divina,
costoro i più accaniti preservavano
la tua agonia
in sconto dei peccati degli assassini
e degli stupratori, perché sostenevano
che la vita soltanto il dio
che occupava i loro altari
potesse avere il diritto di riprendersi,
visto che lui l'aveva donata.
Insomma una semplice equazione:
io ti tolgo quel che ti ho dato ma tu
intanto mi paghi gli interessi.
Come un conto in Banca, tale e quale.

Ma qualcuno di nascosto questa notte,
sia benedetto il nome di sua madre
che lo ha generato,
ha staccato la corrente
della maledetta macchina.
E tu sei andata libera per sempre.
E io l'ho visto sul tuo viso
dopo nove anni allargarsi
il sorriso della felicità, distendersi
la tua pelle e gli occhi riempirsi
per un attimo solo di cose,
di tutte le cose che avevi
fissato senza riconoscere:
il soffitto bianco, la finestra con le tende
tirate a metà, le pareti verde chiaro,
le tue mani diafane e ossute
e l'aria che si apriva per accoglierti.

Oggi sei libera Katrye.

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Maximiliansau, 4 marzo 2017

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