mercoledì 24 maggio 2017

SOLITUDO

Era bello ascoltarti parlare
guardandoti i limpidi occhi;
ora è triste il silenzio
e la casa non ode il tuo riso.
Trepidando aspettavo
ogni giorno il rumore
dei tuoi passi leggeri.
Entravi danzando
quando da me tu venivi,
e ti ridevano gli occhi;
la tua mano teneva
con garbo la gonna,
mentre lanciata alla danza
il candido petto anelava.

Dicevi che mai m'avresti lasciato:
e tu sei morta
senza dirmi nulla.

Ora senza di me
che farai? Dove andrai?
Nessuno udrà più la tua voce
e forse pel freddo
i tuoi candidi denti tintinnano.


*****

Questa poesia fu da me scritta nell'aprile del 1951 in occasione della morte improvvisa della
migliore amica della mia infanzia, diciassettenne come me, per setticemia.
Si tratta della mia prima poesia da adulto.
Solo per questo la ripropongo oggi, con un po' di nostalgia ed in memoria di Elena.

domenica 21 maggio 2017

RINASCERE DONNA

Di essere nato uomo
non posso ritenermi appagato e felice:
mi manca la gracile grazia
di sapere scegliere
tutti i simboli della mia
sfrenata sensibilità,
riconoscerne i sintomi
per cogliere ogni sospiro della mia
tiepida anima,
per illuminare ogni angolo cieco
della zona femminea del mio
emisfero cerebrale.

Mi manca il calore liquido
dell'umore amoroso che penetra in me,
che mi immobilizza i muscoli,
che brucia i contenitori di sangue;
la sessualità agli albori che inizia
a evaporare dalla fantasia,
scende attraverso le palpebre dentro gli occhi,
irrigidisce le dita e i capezzoli,
fino all'esplosione nel ventre
là dove ogni centimetro di epitelio sussulta.

Poi la calma sovrana della risacca
quando l'onda rifluisce
sciabordando e raschiando i fondali,
con sè trascinando detriti
e schiume.

Posso immaginare che allora
inizi l'attesa di quello che adesso
nel mio guscio di uomo
più intensamente e inesorabilmente
mi manca: il primo movimento
della vita nuova, il primo
rollio, il primo fatidico capovolgimento
che inonda di gioia
e di sudore.
Il respiro si arresta per permettere
di cogliere ogni fremito dell'individuo nuovo,
ogni sua recondita membrana.

Da quell'istante è deciso: vivere
nell'ansia della composizione, 
nel tormento creativo.

Cosa ci perdiamo noi uomini!
Come scambierei venti anni
della mia vita per cinque
di quei primi minuti
da madre, 
incredibilmente eterni.

Per giungere poi alla lotta finale,
alla volontà del sacrificio supremo
per spingere fuori il piccolo dio
come un uovo divino da sotterrare nel
fango caldo perché continui
a rimanere protetto,
incontaminato e spoglio di qualsiasi morbo
e quindi lasciarlo cadere
nel mondo.

Rinascerò, perché questo sta scritto
nel mio destino;
rinascerò donna e già naviga nel cielo
la microscopica cellula che
renderà eterna la mia vita.

***
Maximiliansau, 12 aprile 2017

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giovedì 18 maggio 2017

ESCURSIONE DA ME ALL'ETERNITÀ

Dirimpetto al cielo,
balaustra del mio balcone,
vetrata della mia finestra,
immagine del mio procedere silenzioso
mi riproduco
in un vitreo percorso futuro.

Potrei rimanere in equilibrio coi trampoli
su una fune tesa da me all'eternità senza
accorgermi del decadimento di questa
civiltà e della prossima,
con interiezioni continue e assenza
totale di punteggiatura,
ascoltando i singhiozzi del tempo
e il suo continuo inciampare.

Laggiù dove stai trapuntata,
agitati i capelli da un vento leggero,
limpida come un disegno di Mino Manara,
là verrò a scoprirti e a toccarti
seguendo il ritmo di uno strumento
a percussione dove da tempo
mi stavo esercitando.

Sarà come rivivere giorni trascorsi,
sarà come riprodurre emozioni già avute:
il profumo del tuo respiro,
l'imprimersi delle tue soffici labbra sulle mie
mentre il mio desiderio non viene più trattenuto.


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Maximiliansau, 10 aprile 2017

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lunedì 15 maggio 2017

VISITA AL MIRAMAR BEI WEINHEIM


Hai passato tutto il giorno al Miramar
il Freizeitzentrum di Weinheim,
otto piscine all'aperto e due al chiuso
tra i platani e la riva sabbiosa del Waldsee.
Novanta chilometri da qui
con nostra figlia e nostra nipote.

Ti sei abbronzata e mi dici che non
sei mai stata tanto bene, forse perché
io non c'ero. Cosa hai fatto? Vuoi sapere.
Per lo più ho dormito, poi sono uscito
ho camminato, parlato con amici; 
non mi capitava più. Niente male, 
ogni tanto ci vuole, ognuno per conto proprio.

Ma ti brillano gli occhi e mi vuoi ancora
dire qualcosa. Faccio finta di niente
ma tu attacchi. Un signore sui cinquanta
mi ha corteggiata e altri mi guardavano.

Non rispondo. Hai capito cosa ti ho
appena detto? Ma sicuro: un tizio attempato
ti ha fatto la corte e gli altri stavano
ad osservarvi. Guardavano me col mio
costume nuovo. Quello che ti ho comprato io?
Non girare il discorso. Ma cosa vuoi?
Ti ho mai detto che sei brutta?
Ti ho mai detto che sei vecchia?
Nemmeno un complimento però.
Sei abbronzata, stai meglio adesso.

Una pausa, poi prima che riprenda fiato.
A me nessuna ha fatto la corte, nessuna
si è curata di sapere dove andassi.
Contenta? Porta il suo bel culo altrove.

Adesso fino a tardi, forse fino a domani
non mi rivolgerà la parola. A volte
un piccolo trucco di esperienza
ti aiuta a passare indenne la giornata.

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Maximiliansau, 12 maggio 2017

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venerdì 12 maggio 2017

ALTISSIMO IL COSTO


Uomo,
gigante o nano
solo per le statistiche,
forse evoluto,

vivo questa agonia
di paure
abbracciato al mio scheletro.

Altissimo è il costo
di una vita
vissuta sotto vuoto,
ma rifiutarmi
non posso.

In conclusione
non lascio tracce
del mio passaggio;
dubito,
non mi accorgo
di respirare.

Unico segno
di vitalità
il mio sguardo calmo.

Reagisco di apnea in apnea
senza muovere un dito.


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Maximiliansau, 27 marzo 2017

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giovedì 11 maggio 2017

DOMANI NASCERÒ


Domani nascerò.
Domani, certamente.
Ora mi basta sapere che è iniziato
il conto alla rovescia di cui mi aveva
parlato qualcuno, là da dove vengo,
quando mi sono capovolto
a testa in giù
dentro la buccia di questa ragazza,
dove ho imparato a pensare e a ridere
e a piangere da solo.

Qui si conclude il racconto
di chi sapeva, là da dove vengo;
non ricordo più niente
di allora, solo questo vaticinio,
solo questa voce che mi sussurra che tutto
avrà inizio quando infilerò
capovolto con la mia testa immobilizzata
e il corpo tutto un fremito
un tunnel odoroso
senza potermi più muovere,
e dipenderà tutto da lei,
da questo mio guscio
improvvisamente silenzioso
denso di questo profumo
che ora sento.

Finora tutto è andato come mi è stato detto:
come posso dubitare del resto?
Lei. Farà tutto Lei,
mi ha detto il mio suggeritore,
io dovrò solo assecondarne gli sforzi
e il dolore fino alla libertà.
Poi cesserà il suo odore nel mio sangue,
io smetterò di pensare,
di ricordare,
di gioire beatamente spensierato;
incomincerò a vivere.

Vivere,
capirò poi cosa significa.
Mi han detto:

"afferrerai la vita col pianto.

Fidati, andrà proprio così,
pianto e sorriso combinati in modo
che tu non possa mai
riconoscere dove l'uno comincia
e l'altro ha fine.
Fidati e adesso vai da Lei."

Sono andato,
ho fatto il bravo
e tutto si è avverato
come promesso.

Adesso aspetto domani
immobilizzato e attento.

Domani quando nascerò.


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Maximiliansau, 26 marzo 2017

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martedì 9 maggio 2017

LA PAZIENZA


La pazienza di tentare ostinatamente
di cambiare ciò che è immutabile; 
cercare di arrampicarmi lungo le volute
del fumo di quella sigaretta
che ormai sono trentacinque anni che
non aspiro; il martellare
sul tamburo colorato della memoria, atono
da non emettere più ritmi,
il timbro caldo della canzone antica che  non
ricordo; l'odore acre della pioggia
sulla lamiera di una tettoia di notte
in un cortile di qualche posto;
la solitudine dentro un'imbottita di lana
nera con sopra stampati grandi fiori azzurri
in un atelier di Francoforte sul Meno
durante una notte di Capodanno mentre
esplodevano i cieli sopra casa mia.

E non saper nemmeno piangere.

Piove.


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Maximiliansau, 25 marzo 2017

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