Ho pensato di mostrare il modo di raccontare del mio personaggio, una pagina del SUO romanzo, e poi in un secondo momento, in un post immediatamente successivo, un brano in cui si possa vedere la differenza tra i due modi diversi di scrittura.
J.M., il protagonista del romanzo incompiuto, riceve la visita nella sua stanza di ospedale, di quattro emeriti sconosciuti , invitati da sua moglie, la bella Elena, che gli proporranno qualcosa che a lui non garba.
Arrivarono tutti e quattro venerdì mattina i pokeristi mentre Jacopo non aveva ancora finito di sorseggiare il suo caffellatte. Entrarono silenziosi e sorridenti: la ragazza per prima e gli altri tutti dietro a lei in fila indiana. Aveva gambe lunghissime Pik Queen e mani affusolate da pianista o da ricamatrice; Jacopo le immaginò mentre mescolavano e distribuivano carte.
-Sono Elisabeth Starkstrom, disse con una bella voce da contralto, ma può chiamarmi Liz. Lui è Hansi Ziegelstein, Herz King, lui Mario Herzog, cioè Kreuz As e questi è il nostro capo Joachim Thielke, che per noi tutti è Karo Jack.
-La sua signora ci ha detto che lei è un accanito e competente giocatore di poker, disse Karo Jack; posso chiederle qual'è il suo gioco?
-Mia moglie ha dimenticato di aggiungere che sono ormai più di quindici anni che non mi siedo a un tavolo da poker, comunque giocavo a qualsiasi tipo di poker, ma la mia preferenza andava alla teresina americana.
-Giocavate con 52 carte immagino.
-Giusto, con tutto il mazzo.
-Quanti angoli, quattro, cinque o più di cinque?
-Qualche volta anche con sette, ma io preferivo cinque giocatori soltanto, rispose Jacopo.
-Giochiamo anche noi la teresina, ma preferiamo il poker internazionale a 36 carte e cinque giocatori al massimo.
Per Jacopo quel problema non era così importante; ricordava di aver giocato il poker addirettura con carte napoletane (meglio chiamarlo "sequenza" in quel caso), di avere giocato in tre in quattro in cinque e di essere stato pronto a giocarlo anche in dieci, nei tempi in cui era assatanato dal gioco, ma adesso quell'accanimento non c'era più e non si può giocare d'azzardo tanto per reggere il posto a qualcun altro, né tantomeno per farsi spillare quattrini. Si sarebbe trovato come quei pivellini che si mettevano a sedere al tavolo emozionati e tremanti sognando vincite e scale reali, e che venivano regolarmente spennati come polli e sbattuti fuori a pedate in culo.
-Non credo che potremo fare molto insieme, disse guardandoli in faccia uno per uno; l'entusiasmo non c'è più, la rabbia di vincere nemmeno e a me non è mai piaciuto stare a guardare gli altri seduti che giocavano.
Sembravano molto delusi.
-Schade, disse Pik Queen, peccato! Pensare che noi organizziamo ogni quindici giorni dei tornei con quattro, cinque e a volte ancora più tavoli di giocatori, dove i migliori di ogni tavolo si sfidano alla fine in un'unica notte di fuoco. È sempre stato molto emozionante: c'è gente che si gioca fino all'ultimo Pfennige, c'è chi sviene, c'è chi metterebbe in gioco sua sorella come posta, e queste sono le situazioni più emozionanti, quelle che danno le scariche di adrenalina più forti. Non ne sente proprio nostalgia?
-No.
Secco e imperioso gli era uscito quel monisillabo dalla gola, ché un poco se ne stupiva.
-È un vero peccato, fu il commento di Karo Jack mntre gli altri assentivano gravemente.
Elena ci aveva assicurato che avremmo trovato qui un'esplosione di entusiasmo da parte sua.
Elena? La chiamava per nome e probabilmente le dava del tu, forse palpeggiandola qua e là mentre discorreva con lei.
Jacopo guardò Karo Jack attentamente: il classico lupo mangiadonzelle il nostro Joachim, pensò, non bello in viso ma grifagno, quello che manda le femmine in delirio; e poi un fisico da atleta certo non paragonabile al suo, che anche prima del ruzzolone per la scala ghiacciata aveva mollato un po' dappertutto, guarda la pancia tanto per dire e le natiche che gli si afflosciavano dentro le mutande, per non menzionare altro per l'amor di dio. Gli si contrasse lo stomaco in un cieco impulso d'ira.
Che diavolo poteva essere quella roba adesso? Gelosia o voglia di combattere ancora? Non se lo riusciva a immaginare, ma qualcosa gli rodeva dentro e adesso doveva andare a vedere cosa fosse, come al poker quando hai tre assi, i maledetti tre assi pagatori perché non ti riesce di buttare le carte con tre assi in mano, mai, devi andare a vedere e quasi sempre pagare, è la regola, il destino di chi ha tre assi tra le sue carte.
-Farò un torneo dei vostri, ma soltanto uno, disse alzando la voce per sovrastare il coro di osanna che si stava levando da quel gruppo che adesso gli appariva così ostile. Non più d'uno, confermò, ma certamente mi troverò al tavolo finale e spero che ci sia qualcuno di voi.
-Lui di sicuro, disse Pik Queen additando Karo Jack; lui è il più forte di tutti e vince quasi ogni torneo.
-Proprio lui volevo, disse Jacopo acido.
-Elena mi ha detto che lei è un giocatore molto forte e molto ostinato, disse Karo Jack.
Come dire: conosco il tuo punto debole, il furore dell'ostinazione, il voler continuare malgrado tutto, quello che rovina la maggior parte dei giocatori dilettanti come te.
Quante cose ti ha detto Elena, pensò Jacopo, ma lei non è mai stata presente quando io giocavo, ignora la mia glaciale freddezza e conoscendomi non la suppone assolutamente. Invece è così: al tavolo verde con cinque carte in mano io mi trasformavo, e nessuno ai miei tempi ha mai sognato di darmi del giocatore dilettante.
Esplose in una risata. Gli era venuta su così bene e spontanea che gli era sembrato un delitto non sparargliela in faccia.
-Benissimo, disse Karo Jack, sarà un piacere azzannarci.
-Vedo che ci siamo capiti, disse Jacopo. Adesso però non vi dispiaccia, ma vorrei riposare un po'.
Si meravigliò lui stesso di quella brusca conclusione, ma non gli andava più di vederli e di sentirli parlare. I quattro si accomiatarono senza mostrargli alcun risentimento. Comunque tanti complimenti a Elena: era riuscita a rovinargli la giornata senza neanche muoversi dal suo letto di influenzata, senza nemmeno toccare il telefono per chiamarlo, forse addirettura senza neanche pensare a lui.
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Karo Jack è la definizione in tedesco del fante di quadri.
Pik Queen è la regina di picche.
Herz King è il re di cuori.
Kreuz As è l'asso di fiori.
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