domenica 3 marzo 2019

PELLE DI DONNA


Pelle di donna levigata e odorosa
di essenze, di prati rasati di fresco,
rivestita di un guanto di mandorle amare
che si addolciscono al contatto lieve
della bocca di un amante.

Piedi di donna che timorosi comprimono
muschi e velluti d'erbe piegate ad arco
che li tengano sospesi perché l'arida
terra gelata non arrivi a sfiorarli.

Cosce di donna rigogliose di curve,
che solenni salgono ad afferrare il cielo
abbracciando tutto quel che sospeso vi sta,
nuvole sobrie e raggi della luna,

che si avviluppino insieme
in cerchi voluminosi e spirali,
da nuovi profumi sollevate  e spinte
avvicinandole a lembi di orizzonte
senza un angolo, senza una barriera.

Qui vi ho cercate, qui vi ho trovate,
qui chiudendo gli occhi e spalancando
narici frementi ed assetate
di novità, qui ho adagiato
la mia innocenza e la mia virilità.

Esposte state come in un museo ove devoti
coloro che vive e morbide vi sognano
affacciate ai balconi dei ricordi
sugli ultimi rettilinei del cammino
ancora nuovo rimasto.


11  febbraio  2019


*****










24 commenti:

  1. Sai Vincenzo leggendo la tua poesia, mi ha fatto pensare non solo agli amori gioiosi di ragazzi, che esplorano il mondo dell'amore, ma mi e' venuto un flash, mentre leggevo...
    Donne di bordelli, case chiuse, belle, che invitavano e facevano da maestre d'amore e sesso ai ragazzi ancora vergini, una dolce e decadente, riconoscenza a quelle donne che tanto del loro "sapere" ad amare hanno dato.
    Me dai la scomunica?
    Sora Fiore'

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    1. Non posso disprezzare la tua interpretazione, ma non era mia intenzione condurre le mie lettrici ed i miei lettori su questi giacigli.
      Non posso però scomunicarti, perché proprio adesso, leggendoti è venuto a me un flash: falsificai il mio certificato di nascita per poter passare al controllo di una casa chiusa. Avevo 20 anni e pertanto non ancora maggiorenne, allora. Un due al posto di un quattro fatto veramente benissimo, un capolavoro, e persi la mia innocenza a Capolecase -nome glorioso e mitico della Roma bene.
      Ciao.

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    2. Ahahah dovresti scriverci un romanzo sulla tua vita: le avventure e le opere di un romano operoso.

      Bello anche il flash di Fiorella che ci sta tutto.

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    3. "VITA E MIRACOLI DI UN ROMANO TROPPO BUONO"
      Così mi piace di più.
      Mi accorgo adesso di essere stato troppo buono assai.
      Un uomo dovrebbe essere spietato a volte e colpire durissimo.
      Io non so essere spietato.

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  2. A vedi che ti vengono i flash anche a te, dai Vincenzo, io ho dato solo un'immagine che mi e' apparsa in mente e visualizzata quando leggevo, anche se ho sbagliato ad interpretarla. Mi son presa cura di "buttarla" giu' qui.
    Ciao Vince'

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    1. La accetto come già ti ho detto: io rispetto le opinioni di tutti, poi mi ci accaloro e rispondo per le rime.

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  3. Quanto le hai amate tu le donne. Le hai amate nel modo giusto, con meraviglia, rispetto e passione. Le hai amate e sei stato amato. Solo chi è stato amato completamente e assolutamente è in grado di descriverci così.
    Bella, e che te lo dico a fareeeeeee

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    1. VERISSIMO.
      Amate tante, tutte quelle che valevano veramente tanto, senza lesinare sforzi per migliorarmi.
      Con meraviglia; rispetto assoluto della loro identità; passione, tutta quella che alimentavo e producevo.
      Ho osato sostenere che solo otto donne ho conosciuto da amare.
      Di queste otto nessuna mi ha dimenticato, e me ne vanto.
      Intellettualmente ho dato loro il meglio di me.
      Moralmente sono rimasto sempre fedele ai miei principi.
      Sessualmente ho sfondato portoni corazzati col mio metodo assai semplice: mi sono sempre preoccupato della loro gioia e poco della mia. Per questo ho usato i preliminari ad abundantiam, ad sfinimentum meum, perché quando la tua donna è beata ed in prossimità della santità non controlla più niente e vive sognando. Non mi è mai interessato fare collezione di botte (quattro o cinque a serata: una alla fine quando lei era arrivata a quindici. Non lo dimenticavano mai.
      Per rispetto e perché non pensassero ad un altro.
      Così siete apparse a me, come vi descrivo: non mi sono mai inventato avventure, i sentimenti li rivelavo solo a quella che in quel momento era la regina.
      Ho lasciato io una sola volta col pianto nel cuore. Per il resto quando una storia finiva mi facevo lasciare, consapevole che in quel caso ina donna non ritorna più sui suoi passi.
      Dal commento capisco subito se una poesia ti piace e quanto.
      Ciao.

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  4. Sensualità che si respira a piene mani da questi tuoi versi. Sensualità e ricordo che si uniscono e si fondono in una poesia vellutata. Sempre una grande lirica ovviamente.

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    1. È il lato forse più frivolo in un legame, ma anche il più palpitante e pieno di gloria, quando la sessualità si unisce ai sentimenti amorosi profondi, da non trascurare, da alimentare sempre in parallelo, da farne un pezzo unico da prima e dopo i pasti. da conservare con molta cura, da mantenere in un ricordo appassionato sempre in boccio.

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  5. UAO, sarebbe bello se tutti gli uomini avessero tali reazioni e sentimenti riguardo le donne , sarebbe un mondo migliore .
    Cri

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    1. Non li hanno perché sono egoisti e stupidi. Se pensi al tuo bisogno serale tutto si esaurisce in cinque minuti. Tu ti giri su un fianco, nemmeno titi su le tue mutande e 30 secondi dopo già ronfi. Lei rimane sveglia ancora mezzora prima di convincersi che la cosa è già conclusa per te, ma per lei nemmeno incominciata. Questa è stupidità assoluta, caro mio, perché lei sente di essere una bambola gonfiabile e tu un mscilista schifoso e che di lei donna te ne fotti, basta che stai bene tu. Prima o poi le capiterà un'occasione e ti metterà un paio di corna NON virtuali.
      Ricordi lo stronzo che prima viene la partner, poi -alla fone- tu. Allora allunga i preliminari come sapevi fare all'inizio e la vedrai rifiorire e ricorda amico che non conta niente vantarsi di averne fatte 5 in una sera -che poi sono balle cinque a sera non riescono a nessuno- perché alla domanda " e lei quante?" tu devi rispondere che non lo sai. Rispondo io "nemmeno una volta". E tutti capiscono che tua moglie è una preda abbordabile per assenza totale del marito stronzo.
      Fare il contrario significa che lei starà in paradiso minimo due ore e penserà che in Paradiso c'eri pure tu, che invece hai fatto la sveltina alla fine e soddisfatto le tue esigenze.
      Circa il 90% dei maschi si comporta da cretino a letto, e questo è un brutto guaio, Cris.

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  6. Caro Vincenzo, vedo che il commento che avevo fatto non lo ai pubblicato, oppure non lo ai letto. Gradirei sapere un chiarimento!!!
    Tomaso

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    1. Io rispondo sempre a tutti i commenti, ma per onestà ho controllato tutti i commenti dall'inizio dell'anno.
      Quello di questa sera è il primo tuo commento, per cui ti ringrazio e ti do il benvenuto nel mio blog.
      Sei sicuro di aver dato l'invio? A volte succede anche a me, ma io nel caso ricevo un avvertimento dal computer, e posso accorgermene subito. Puoi controllare se è partito?

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    2. Mi scuserai, ma mi pare che era pure apparito dopo di averlo fatto.
      Forse sarà meglio che ripeto tutto.
      Dicevo che sono un vecchio e che la mia vita è stata dura negli anni della seconda guerra mondiale io purtroppo non dei ricordi belli.
      Come dicevo su tutto questo che ho scritto un libro, cioè la mia vita.
      chiunque lo può scaricare dal mio blog, sicuro che non sarà scritto da uno che a un po di cultura, io ho fatto la V° elementare a 20 anni in una scuola serale. dunque non potrò competere con nessuno su tante cose!!!
      Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
      Tomaso

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    3. No questi commento lo leggo adesso per la prima volta.
      È stata durissima anche per me: medicine poche mangiare sempre meno. Carne l'abbiamo mangiata dal 43 al 45 solo una volta, Era carne di cavallo più di venti chili di un cavallo normanno appena mitragliato da un aereo inglese. Per fortuna mia nonna era una professionista, cuoca in un hotel e in parte l'ha bollita e messa sotto ghiaccio in parte salata, Quella carne la fece durare quasi fino all'arrivo degli americani nell'autunno del '44. Non c'era altro, qualche uovo, patate, noci, mele cadute dagli alberi e la solidarietà degli abitanti del paesello dove eravamo sfollati.
      Il fatto che tu abbia fatto la quinta e gli esami a 20 anni la dice lunga: in quei tempi si doveva ricostruire e chi era giovane doveva sforzarsi con sudore e co le braccia. Solo quello contava.
      Buona serata anche a te. Un abbraccio.

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    4. Ho letto il libro di Tomaso. Ed è stato come tornare indietro nel tempo, quando i miei nonni e mio padre mi raccontavano della durezza di quel periodo e del loro coraggio.

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    5. Alla durezza incredibile di quei tempi (non esistevano in casa più borse di cuoio perché ci avevamo fatto fare scarpe per tutti e si camminava con scarponi imbullettati tutto l'anno) alla fame si aggiungeva la disperazione di mamma per l'assenza di notizie di mio fratello "disperso in Russia" di cui non si sentiva e si sapeva nulla. La Croce Rossa, il Vaticano, confermavano solo che era disperso. Capirai nell'ultima sua lettera ci diceva che stava sul Don, il fiume dove il nostro fronte era stato sfondato e dove erano morti a migliaia e dichiarati dispersi per non creare caos e insurrezioni. Così disse a mio padre il Federale che era amico suo. Mamma andò in tilt. Mi trascinava a piedi fino ad Ischia di Castro dove Itala, un amica sua, faceva una preghiera a Santa Rita per avere poi una risposta dal buio della notte. Noi rimanevamo da lei fino alle quattro e poi con la freddissima luce dell'alba rientravamo a Valentano andando per campi, perché la strada, sette chilometri era pericolosa. Così è sopravvissuta mia mamma, con me che le dicevo di star tranquilla perché il mio cuore mi diceva che mio fratello era ancora vivo.
      Mia mamma non ha più sorriso per tutto quel tempo, circa due anni, e noi si parlava con un soffio di voce, perché lei doveva pregare. Ci avrei potuto scrivere un libro, ma mi faceva star male ogni volta che ricordavo quei tempi infelici.

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    6. Noi vissuti in quei giorni abbiamo dei ricordi che spesso dopo 76 anni nel sonno mi vengono degli incubi!!!
      Ciao e buon pomeriggio con un abbraccio e un sorriso:-)
      Tomaso

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    7. Io avevo dieci anni, ma insieme ai miei amici, sfollati come me da Civitavecchia, Uscivamo di mattina ancora col buio, ci accodavamo al gruppo di asini che andavano da soli dalle loro stalle ai poderi dei loro padroni, rimanendo ciascuno fermo davanti al cancello, tranquilli e timorosi finché non arrivavano i contadini a dar inizio alla loro giornata.Allora iniziava pure la nostra mattinata: carponi a tirar su patate e qualsiasi altro prodotto commestibile, ognuno nella sua cesta.
      I contadini ci lasciavano fare, perché quello avremmo mangiato, niente altro.
      Incubi notturni non ne ho, grazie a dio ma la fame qualche volta sì. E il ricordo di una mangiata di spaghetti fatti in casa: un piatto enorme a noi tre cucinato con tanto sugo dal convento dei frati. Erano giorni che mangiavamo poco o nulla per cui ci abboffammo. Pancia piena, goduria, ma sulla via del ritorno cominciò Enrico ad aver conati di vomito, poi io e Rodolfo ributtammo fuori sugo e spaghetti. Ci venne da piangere a tutti e tre: tanta roba buona sprecata.
      Ciao Tomaso, ci intendiamo.
      Tn abbraccio e un sorriso, come dici tu.

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  7. La donna vista come la vera parte mancante dell'uomo.
    BEllissima!

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    1. Anche la tua è un interpretazione elogiabile.
      Tu sai che io ho grande rispetto e amore per quella parte dell'uomo che vorrei possedere: sapete amare come piacerebbe a me; sapete provocare in modo elegante -quando ne avete voglia- senza mettervi mai nella condizione di farvi considerare leggere e frivole; sapete correr dietro, e quando avete raggiunto l'oggetto del vostro desiderio VI lasciate correre dietro; possedete il potere e la gioia quando siete incinta di assimilare nelle vostre parti più intime i primi movimenti del VOSTRO bambino. Questo è il premio che la Natura concede solamente a voi, che in quel momento realizzate il vostro essere, lo completate e vi sentite DONNA e MADRE. Noi uomini lo avvertiamo mooooolto tempo dopo, generalmente quando il pupo -specie se maschio- fa qualcosa di veramente bello o particolarmente interessante, che ci fa andare a petto in fuori carichi di orgoglio. In questo abbiamo noi e voi qualcosa in comune sotto il modo di intendere come si comporta il pupo: se dimostra di essere intelligente, bravo, buono, morbido e non spigoloso lo presentate agli amici come "MIO figlio". Se invece torna a casa con una nota negativa, se è un piagnone, se vi fa fare figure barbine quel pupazzetto diventa immediatamente "SUO" figlio. Dito puntato su vostro marito, faccia torva e muso duro finché il piccolo mostro non si infila sotto le coperte. Una volta addormentato tutti e due
      con un sorriso ebete a contratularvi di avere messo al mondo quel bambino tanto BELLO. cioè VOSTRO figlio, alla buonora !

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  8. Ma quanti uomini esistono in grado di scrivere così appassionatamente di pelle, piedi, gambe e cosce di donne? Quanto vorrei che l'uomo che ha dichiarato di amarmi un giorno scriva versi simili ripensando alla mia pelle, ai miei piedi, alle mie gambe ed alle mie cosce... Te l'ho già detto in altre occasioni: i tuoi versi appassionati che lambiscono l'amore sono quelli che preferisco. Una buona nottata, Vincenzo :*

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    1. Io consco "maschi" che quando parlano di queste parti anatomiche si coprono di rossore e vanno a dire le solite cose, solo al limite della pornografia. Altri omuncoli che di queste cose non parlano mai, ma sentendone parlare accavallano i loro coscioni, in comune con quelli di prima solo rossori e tremiti alle gambe che si accavallano di continuo, se proverai a toccaar loro una gamba la troverai come colpita da un crampo e turgida di frenesia amatoria.
      Non nego di provar piacere nel momento in cui ne parlo, perché la mia immaginazione galoppa ed emozionalmente i ricordi, il vissuto in materia, è quasi più eccitante dell'originale lasciato palpitare aderente alla mia pelle. Ma non mi ingrifo come in porcospino in amore. Che i miei versi che lambiscono l'Amore siano quelli che ti piacciono di più mi fa immenso piacere sentirtelo dire, perché io riesco a limitarne l'aggressività. è consolante sentirtelo dire. Forse non scriverà versi ma ritengo che se voi due siate dello stesso pianeta, il tuo LUI possa dirteli e fartene in qualche modo pervenire la valenza. Te lo auguro. È la cosa più bella ricordare i tempi del fresco amore in età non più sospetta.

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