sabato 5 maggio 2018

VENTIMILAOTTANTOTTO

Dimmi la verità, signorina: ci avresti
mai creduto di potermi sopportare
così a lungo? 20.088 giorni
sono tanti, per troppa gente un'infinità,
per te e per me un passo dentro il cielo, anzi
ventimilaottatotto passi. E poi di nuovo
si ricomincia insieme.
Dire che siano stati tutti straordinari,
tutti profumati di gelsomini
sarebbe dire una bugia grossa
come un castello: giorni straordinari
alcuni, da non poter dimenticare
e giorni comuni, quelli dei musi, tuoi,
e dei dispetti, miei; giorni dei "tirati più
il là", e quelli dei vaffa abbondanti, 
ma mai arrivati a pensare "adesso me ne
vado". Però a me mai è saltato in testa
di alzar le mani. Tu invece un cazzotto
me lo hai dato, a Offenbach.
Una tua idea, c'entrava una donna: tu furba
dormivi il pomeriggio quando io lavoravo
e poi di notte bella fresca e riposata
mi bombardavi di domande sperando
che io crollassi. Mai andata oltre 
a quel cazzotto però. Intanto me lo hai dato
e io niente, beccati questo Iacopò.
E a Civitavecchia, nella casa di Via Marconi
mi tirasti le scarpe cercando "de piàcce",
io te le ho ritirate indietro le scarpe tue
cercando "de nun còjece" per non rimanere
sotto ma da gentiluomo vero.
Stanotte ho sognato che ti scrivevo una poesia
lunga lunga su un vecchio quaderno
ma non sono riuscito a leggere nemmeno una parola.
Credo fosse bella perché mentre la scrivevo
ridevo come un matto, ma mi sembrava fosse scritta
in alfabeto indiano, e io non la conosco la lingua
dei Sirkh, solo in sogno.
Allora ricapitolando: mi hai generato quattro
figli pure troppo belli, poi sono arrivati sei nipoti
pure troppo belli, m'hai dato un cazzottone
io niente, m'hai tirato le scarpe a còjece
io solo simbolicamente sull'armadio per fare
due botti grossi. Conti alla mano sei in vantaggio tu.
Ma nella vita si dà il caso che c'è sempre chi vince,
però io non ci ho perso e volevo dirti sottovoce
che vorrei tornare cinquantacinque anni indietro
per rifarlo sto pangrattato, signorina, sì signorina
ancora per un'ora: ci siamo sposati alle undici e mezza,
colpa tua che arrivasti con mezz'ora di ritardo,
il primo dei tuoi ritardi, amore mio, che ribadisti
quasi ognuno dei ventimilaottantotto giorni che vennero.

*****
Cervignano del Friuli, 5 maggio 1963
Maximiliansau, 5 maggio 2018

43 commenti:

  1. Allora tanti auguri ad una coppia che si è destreggiata abilmente durante ventimilaottantotto giorni. E poi un po' di trambusto ci vuole, altrimenti sai che barba!?!
    Hai tenuto conto degli anni bisestili?
    Un abbraccio a tutti e due .
    Cri

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    1. Un po' di trambusto? Stai alludendo a me, penso, perché lei ha avuto proprio un gran trambusto, un trambustone.
      Cris, per chi mi hai preso? È da ieri sera che conto.
      Grazie di cuore anche a nome di AM.
      VIN

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  2. Sei sicuro che la poesia scritta in sogno fosse in lingua indiana? Secondo me è proprio questa, scritta in lingua iacoponese. 😁
    Comunque mi hai commossa, la tua Annamaria sicuramente di più dopo averla letta.
    Strappalacrime di un Vincenzo!

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    1. Conosci lo iacoponese? Che brava!
      Quando stamattina AM l'ha letta mi ha accusato di vler fare io sempre una bella figura a scapito suo. Chissà cosa le è andata di traverso.
      Grazie sorellina.

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    2. Forse dipende dalla mezz'ora di attesa in chiesa...ihihihih..."il primo dei tuoi ritardi"...sincerità comunque da apprezzare e magari da omettere...io ti avrei tirato una scarpata! Ahahahahah...adoro tua moglie! Si vede? Bacio e buona Domenica!
      P.s. il bacio è per farmi perdonare. 😘

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    3. Pensa che all'inizio del nostro rapporto, quando non eravamo ancora fidanzati, ci stavamo lasciando per colpa di un "suo" ritardo.....altro dirti non vo'. Non ha mai imparato la lezione.
      Non c'è nulla di cui devi farti perdonare.
      Doppio smack.

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  3. Auguri di cuore, è un traguardo davvero importante, ve ne auguro ancora tanti, tanti, tanti. Un saluto anche a tua moglie.
    sinforosa

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    1. Grazie Sinforosa a nome mio e "suo di lei".

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  4. Tantissimi auguroni a tutti e due!
    Ad Anna Maria poi i miei migliori complimenti per aver avuto taaaaaaaaaaaaaanta pazienza! AHAHAHAHAHHAHAHAHAH

    ps 12144 per noi! Maròòòòòòòò!

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    1. Dopo tanto tempo la di lui e la di lei pazienza si unificano. Ne cominci a sapere qualcosa tu, anche se sei una principiante nei miei confronti.

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  5. Complimenti allora ragazzi !!! ... auguri carissimi, bellissimo traguardo ... un abbraccione

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    1. il nostro tra sei giorni ... un po' meno ma sempre tanti assieme ...

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    2. Grazie Giusi dei complimenti. Vorrei arrivare al 75° anniversario insieme a lei. Mi piacerebbe proprio.
      Tra sei giorni! Mi stai inseguendo insomma.
      ah ah ah ah ah
      Quando si ricorda con nostalgia quel giorno vuol dire aver vissuto bene insieme. Voglia di ricominciare? E perché no?

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  6. Un abbraccio a tutti e due e tanti, tantissimi auguri. Vi voglio bene e ogni volta che leggo di voi, spero con tutta me stessa, di arrivarci anche io a contare questi stessi passi. Magari non saranno stati tutti dritti, molti a rovescio ma nessuno di cui pentirsi. 🌷🌷🌷🌷💛💛💛

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    1. Mai pentirsi di aver vissuto, Mariella, se questo significasse averlo fatto con passione e con il cuore.
      Grazie tanto tanto assai. Auguro a te ed al tuo Lui di arrivarci e sorpassarci.
      Bacio

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  7. Beh ... se la Matematica NON è un ' opinione ( e non lo è ... mi sussurra Platone ), 20.088 giorni fanno 55 anni ! 0_°
    Mamma mia, Vincè, 55 anni di matrimonio ! Io stenterei a crederci, se non conoscessi la forza dell' Amore, l' unica divinità capace di siffatti miracoli !
    I sogni si infrangono, finiscono ... si perdono, fiori appassiscono, le passioni svaniscono ... ma l' Amore no, non cessa di rendere d' oro e d' argento la nostra esistenza, dandole un senso che, senza di lui, non avrebbe mai avuto !
    ^_^
    °°°
    https://youtu.be/2zbAZbr7zg0

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    1. Bravissimo! Questa è tua e non è di Platone. Non passi 55 anni con la stessa donna, non riunisci tutta una famiglia -quasi tutta. Mancava la primogenita che è rimasta in Italia- in casa tua coi gemelli cui non puoi badare e che ti fanno un guazzo per terra che non ti dico, ma comunque TUTTI insieme felici e beati se non hai dato e ricevuto amore, che poi è il motore di tutto. Sarebbe stato un trionfo se non ci fosse stata la genialata di Fabio, che trovato il mio rasoio elettrico per la barba -fortunatamente solo per quella- si è dato una passatina sulla criniera nuova di zecca rovinandosi il cornicione e mandando su tutte e furie suo padre -mio figlio, quello che da ragazzino mi fece venire i capelli bianchi. Io ieri sera sghignazzavo perché vedevo realizzata la mia profezia di trentacinque anni fa: "avrai un figlio -me lo auguro- che ti farà diventare matto, così cpirai quello che hai fatto a me". Penso proprio che lo abbia capito.
      Grazie cavaliere, sei squisito.

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  8. 😘💯 💕💞❤️ a te e signorina ❣️

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    1. Grazie Anna, grazie assai. Se ho interpretato bene i segni ci hai augurato 100 anniversari in salute e in felicità.
      Grazie di cuore.

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    2. 😂😂😂😂
      Forse che sì o forse che no ...🤣
      Scherzo 😄 ovviamente sì 😊

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    3. E allora cento volte grazie.

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  9. Straordinario atto d'amore in versi oltre che in capacità e pazienza nel contare i giorni :-))) Battuta a parte, versi molto toccanti, intrisi d'amore vero, reale, di tutti i giorni, con le incomprensioni, le discussioni ma anche un profondo sentimento che nulla può scalfire.

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    1. Grazie Daniele, parole mirabili le tue. Col tempo fortunatamente si cambia anche senza volere. Quando sei giovane e tutto sbuffi c'è la passione che ti cambia le prospettive. Poi si trasforma piano piano e resta l'amore, quello vero, se c'è e poi io l'Orlando furioso l'ho fatto ai mei tempi beati. Adesso dopo un po' mi verrebbe sonno anche se fossi incazzato nero, per cui lascio correre molto spesso.
      I conti mi sono sempre venuti facilmente :-))

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  10. O DIO MIO! CHE ROMANTICO *_* Quanto è bella bella questa poesia!... Quanta vita, quanta passione che si coglie. Come le scarpe della tua Signorina tirate a còjece - che poi ti colsero? Spero di si! Sai, per solidarietà femminile :D -.
    Quanto vorrei che il Signorino mio mi dedicasse una poesia così tra 55 anni *_* Ma quando mai, siamo di un'altra generazione, noi, ad ogni vaffa si parla di andarsene, di lasciare perdere tutto.

    Belli, siete! Assai assai assai. D'altronde, solo leggendoti si afferra un pò della tua essenza e quindi anche un pò dell'essenza di Colei che ti appartiene.

    Auguri!! Di cuore. Di vero vero cuore <3

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    1. Sapessi quante volte prima di sposarci -mai dopo- avevamo pensato di lasciar stare tutto con una stretta di mano. Io stavo a Roma, lei in provincia di Udine. Ci si incontrava ogni tre o quattro mesi. Ci scrivevamo tutti i giorni. Ma dopo aver firmato il contratto di affitto di casa nostra ed aver ordinato e ricevuto i mobili lei tornò a casa sua a fine marzo per fare le sue cose, abito, inviti, scelta del locale, mentre io avevo già prenotato l'hotel a Sirmione, lei non mi scrisse più (!). Le telefonai dopo tre settimane per chiederle se avesse cambiato idea. "Te lo avrei detto a voce" fu la risposta. Tipetto così, non per niente furlana. Poi non più vista fino a quella domenica mattina alle 11,30 col prete che aspettava da mezz'ora come tutti e lei che si era dimenticata il bouqué, che in risposta alla mia guardata disse "Dovrai abituartici". Ma era troppo carina per mandarla AFC. Ho cambiato tattica: aspettavo che fosse alla fine, poi incominciavo a vestirmi io.
      Grazie delle tue bellissime paole assai ispirate, Irene.

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  11. Un mondo di auguri. Quanti anni, anzi quanti giorni! Hai sempre quel modo funambolico di portarci dentro la tua vita e noi ti veniamo dietro con gli occhi sempre a cuore. 😍
    E ti confido che io non sarei sciolta a raccontare di me e mio marito insieme, non per imbarazzo, solo perché mi sembrerebbe di essere banale e melensa. Tu, invece, non lo sei mai e ti ammiro per questo.
    Un bacio, Vinz e di nuovo buon anniversario. 🥂

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    1. Grazie Marina. Questo tuo commento mi è proprio piaciuto. È vero non mi sento imbarazzato di introdurre nell'intimità della mia vita perché non mi sento banale. È una domanda che mi posi tantissimi anni fa, sui banchi del liceo, nello svolgimento di un tema. Argomento storico di un periodo di cui ricordavo obiettivamente poco -primo liceo, quindi medioevo- dato che io ero il primo di una classe eccellente in italiano scritto e parlato ci tenevo a non rovinare la mia reputazione. Non potevo essere scientifico e meticoloso per cui optai per un racconto, dove il protagonista fossi io e la mia famiglia. Inizialmente in punta di piedi man mano, parola dopo parola, ci andai giù pesante, raccontando e dettagliando episodi del mio quotidiano.
      Alla sera pensai di aver scritto la più grande baggianata del secolo. Una settimana dopo ci riportò il nostro eccellente Prof i nostri temi corretti. Ci chiamava per ordine alfabetico e ci diceva subito il voto consegnandoci il lavoro corretto. Il mio non c'era. Era l'ultimo. Mi chiamò alla cattedra e mi disse di leggerlo alla classe.
      Guardai subito alla fina, allo spezio per il voto: intonso.
      Questo è un due, pensai ma lessi fino alla fine.
      Il Prof chiese alla classe quanto secondo loro meritasse il mio tema. Qualcuno disse otto, qualcun altro nove.
      "Sbagliato -disse il Prof- È un racconto eccellente e merita dieci".
      E io che lo avevo considerato banale, melenso e scritto da un ignorante, cioè da uno che non aveva studiato.
      Me lo hanno ricordato le tue parole conclusive, Marina.
      Grazie pertanto di avermi ringiovanito di sessantotto anni, anzi di ventiquattromilaottocentotrentasei giorni, se ho contato giusto.

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    2. Non le so fare le faccette, non le trovo mai. Comunque una che ride e un cuoricino :-)))

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  12. Vorrei essere la destinataria di questo scritto, che meraviglia! Auguri a voi :)

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    1. Allora tu attendi di diventare anzianotta e che il tuo uomo, un po' più vecchietto di te, colga un'occasione per scriverti parole simili ed anche migliori delle mie.
      Merci beaucoup, madame Cri.

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  13. Ohè, bellissima poesia! Vagamente mi ricorda l'attaccamento di Montale per la sua "Mosca".
    Sai che avrei voglia di fare il conto dei giorni finora trascorsi con la mia dolce metà? Che pure saranno tanti, da quel 17 agosto 1986! :)

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    1. E allora te lo faccio io il conto. 7.904 ad oggi compresi i bisestili.
      Però, sposarsi in Sicilia il 17 agosto è da scriteriati. Sto pensando al famoso detto "agosto, moglie mia non ti conosco" e non mi torna proprio.
      Ciao Luz e grazie per l'accostamento al buon Eugenio.

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    2. No no, aspetta. Il 17 agosto 1986 è il giorno in cui ci mettemmo assieme. Ci sposammo 11 anni dopo. Io non considero solo gli anni di matrimonio ma tutto il pacchetto! :)

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    3. Senza data precisa non si possono far conti precisi, Luz.
      Per esempio: io l'ho vista la prima volta il 24 gennaio 1960 alle 11, 35. Tutta la sera a ballare insieme ad amici miei ed amiche sue. A mezzanotte, davanti a casa sua dove l'avevo accompagnata mi disse: "Fammi un favore, non passare più qui davanti". Due giorni dopo andai a prenderla dove l'avevo lasciata e le chiesi se usciva.
      "Aspetta" rispose. Scese dopo un quarto d'ora con l'intenzione di dirmene quattro. Tre ore dopo aveva cambiato completamente idea e adesso sta di là. :))

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    4. Io calcolo dal primo bacio!

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    5. Giusto l'inizio dei calcoli. Uno a zero per te!

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  14. E' un gran bene questo che si racconta con tanta apparente semplicità.
    E' un amore che coincide con la vita di entrambi ed è una gran fortuna raccontarne tutta la lunghezza e l'apparente semplicità.
    E sottolineo l'aggettivo "apparente"

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    1. "Apparente semplicità" nel raccontarla?
      Basta non cercare parole e concetti complicati; aprire porte e finestre; mettere la museruola alla fantasia e lasciar parlare il cuore.
      Tra sberle della vita, amarezze, vaffa e tirati più in là, non mi ero proprio accorto che la nostra era una storia molto semplice perché molto vera.
      Siete stati voi, amici miei, coi vostri commenti a farmici pensare ed a correggere la rotta della mia barchetta.
      Sentivo il bisogno di mutare il mio modo di scrivere, ma non capivo perché. Adesso l'ho finalmente capito: l'andar dritto sulla boa ed il virare strettissimo perché si guadagna tempo, ed il tempo alla mia età si è fatto prezioso.

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    2. La semplicità di un amore come questo è sempre e solo apparente, bravo tu ad andare dritto al segno!

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    3. Dici che sono stato bravo? Può darsi, per le ragioni che hai detto tu, masopratutto sono stato onesto, a darne i meriti a chi di dovere, cioè a LEI.

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  15. Non mi sbaglio, mio caro Vicenzo de' Iacoponi, se credo fermamente che la tua con Annamaria sia stata una vera e propria Istoria d' un Amor come questa !!! ^_^
    °°°
    https://youtu.be/pIWxS6_98t8
    ^_^

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    1. Grande Cavaliere, ti apprezzo come sempre e concordo con te sulla fiducia, perché la mia ricerca su google non ha prodotto alcun risultato, ma mi fido di te.

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