martedì 4 dicembre 2018

VENTI VIOLA E ROSSI IMPETUOSI


L'impeto di venti viola e rossi
rimbalzò toccando le vette
di montagne prefabbricate
precipitato poi
dentro pianori, vorticando
a volo radente;
abbattute case, alberi, ponti
certezze e speranze,
si rovesciò nel centro della terra
scandagliando percorsi nuovi.

Noi non sapevamo nulla,
non presentivamo 
futuro allucinante,
nessuno di noi leggeva
nell'occhio dell'amico il disastro imminente,
forse un nuovo diluvio universale.

Volarono via milioni di anni
in cui profeti malvagi
annunciavano verità cui nessuno
era disposto a credere.

Ma tutto era già trascorso
e i venti già riemersi tutti
all'aria libera, tranquilli ormai:
non avevano un inizio,
non avevano una storia e nessuno
riusciva a riconoscervi dentro la propria.

Nemmeno uno degli antichi morti poteva più 
raccontare come tutto fosse incominciato:
solo grotte profonde e inaccessibili,
marchiate e solcate e scanalate
come immensi scalini solitari
cercavano inutilmente di testimoniare
il disastro annunciato dai profeti,
e noi continuammo a camminare come ciechi
nel buio della nostra ignoranza.

Ancora adesso, giunti al limitare del territorio,
sulla riva dei mari, nelle schiume
delle risacche, siamo qui seduti a interrogarci
come e quando tutto ebbe inizio,
e non intendiamo chiederci
dove e come e quando tutto questo avrà fine,
figlio mio. Tu devi soltanto trasmettere
questo messaggio ai tuoi figli,
con fiducia.

Prima o poi qualcuno ne afferrerà il valore,
cristallizzate le parole e i respiri
su vetro acerbo mai levigato,
e allora la mia vita e la tua
e quella di mio padre
acquisteranno un senso.


03 dicembre 2018

*****




24 commenti:

  1. Bellissimo testamento spirituale, Vincenzo!
    Di padre in figlio viene tramandato un certo sapere. VEngono tramandate domande. Dubbi.
    Il figlio racoglierà sez'altro il testimone e porterà avanti cosa non va perduto.
    Bacio!

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    1. "Testamento spirituale" mi piace, Pat. Non ci avevo pensato, ma forse l'hai azzeccata. Chapeau!
      Il Sapere, le Domande, i Dubbi esistenziali....tutto è lasciato in eredità agli eredi ed io ho avuto la sorte di conoscere e di apprezzare l'ultimo Iacoponi della mia famiglia: si chiama Fabio, è un terremoto, un vulcano che sembra spento ma poi immediatamente si accende ed erutta. Dieci minuti di panico, forse meno, e poi si riadagia sulle sue chiappette. Mi somiglia...ma guarda un po'...ad una persona che frequentavo tanti anni fa. Pensavo che fosse un "unicum" e invece...quarda qui, è di nuovo fra noi.

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  2. Molto profonda questa poesia. Fa riflettere. Complimenti sei bravissimo

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    1. Infatti io ho riflettuto abbondantemente prima di inserirla nel blog. Ho pensato alla fine che fosse buona cosa farlo. Esprimere dubbi è lecito e positivo, quando gli intenti sono onesti. Grazie della tua stima.

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  3. Venti di tempesta (viola e rossi) che il tempo ha portato via.
    Come le nostre vite vissute e poi dimenticate. Solo la generazione futura di noi potrà ricordare e tramandare nei ricordi "cristallizzandoli nel vetro acerbo mai levigato" della nostra storia. Prima che rimangano "scalini solitari" nascosti e dimenticati in profonde "grotte inaccessibili". Come hai fatto tu con tuo padre, Vincenzo, così farà tuo figlio. E tutto continuerà nel tempo. I tuoi insegnamenti...la tua vita, il tuo esempio... nulla si perderà, ne sono certa.
    Bacio.

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    1. Bella la tua interpretazione, sorellina. Incisiva.
      Mio figlio farà quello che ho fatto io con mio padre. Mi fai un presagio che mi commuove nel profondo del cuore. Mio padre mi manca adesso più che in quel fatidico fine estate del 1970, dove ero rimasto costernato e disperato, ma ancora non avevo capito quanto quell'uomo fosse aria per me, aria che ti veniva di colpo a mancare lasciandoti in una eterna surreale apnea.
      Grazie.

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    2. La paura che ho io è di provare le stesse cose quando il mio se ne andrà. Grazie a te Vincenzo.

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    3. Le proverai, se ben ti conosco, ma non aver paura: DEVE essere così. Ti mancherà una costola, e vedrai quando andrà via tua madre e il tuo cordone ombelicale verrà reciso.
      Coraggio più li hai amati in vita più soffrirai.
      Ciao, ragazzina.

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    4. Già...
      Ciao vecchietto. 😁😘

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    5. A chi vecchietto?
      GRRRRRRRRRR
      Ciao ragazzina!

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  4. E' UN CAPOLAVORO!!!! Una delle tue poesie più belle che io abbia letto! Immagini che si stagliano lampanti dentro la mia anima, amaro resoconto di un passato che ha travolto l'umanità come la conoscevamo. Un passaggio di consegne orale come avveniva un tempo nella speranza che chi raccoglierà quel testimone sappia farlo nel modo giusto per non sprecare queste verità tramandate con grande liricità.

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  5. Tu hai spesso affermato che nessuno caposce ed interpreta le tue poesia come me. Cosa devo dire io di te? Hai afferrato perfettamente il senso del mio discorso, della sequenza delle mie parole, che hai inchiodato sopra una tavola e me l'hai posta davanti agli occhi.
    Con altre persone mi sentirei nudo, con te no, provo invece piacere che un uomo della tua sensibilità legga nei reconditi angolini della mia anima come riesci a fare tu. Di questo ti ringrazio, amico mio.

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  6. Per come la vedo io, la tua vita ha senso già nel momento in cui hai qualcuno a cui tramandare questo messaggio importante, proprio com'è stato fatto con te, e ancora sarà. Credimi, è una gran fortuna.
    Ma sono certa che tu lo sappia.
    Ti abbraccio.

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    1. E me lo auguro di cuore che questo messaggio sia in grado di dare un senso positivo alla mia vita. La prenderei come una vera fortuna.
      Ti abbraccio.

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  7. Quante cose gli stai passando? milioni: a cominciare dai colori.
    E gli stai passando anche quel che non si spiega a parole, che alcuni chiamano il senso della vita, ma che io preferisco chiamare il senso di esistere, l'indistinta e inesprimibile ragione per volerci essere, comunque.

    Vi ho visti seduti vicini ad un corso d'acqua, e mi siete piaciuti moltissimo.

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    1. Vorrei che prendesse da me come eredità quello che ho istintivo e soprattutto lasciatomi da mio padre: la voglia di vivere con la forza di un leone, la sagacia, il saper intendere e valutare gli angoli acuti, che sono tanti, delle giornate di vita intensa come l'intendo io.
      E poi la capacità di fare da solo quando non ci sarò più io disponibile a dare consigli, solo ponendosi la fatidica domanda "cosa farebbe lui adesso?".
      Come ancora oggi faccio io pensando a mio padre.Ricordo adesso in modo vago il corso d'acqua dove ci hai visti vicini.
      Credo di avere scritto una poesia così formulata.
      Grazie Sabina.

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  8. Ci offri questi versi stupendi, coi quali hai superato te stesso.

    Hai fatto un affresco di tutto il male del mondo, augurandoti che qualcuno riesca a riportare l'umanesimo in questa nostra società dilaniata e autodistruttiva. Una società in cui gli uomini non si credano gli dei assoluti in grado di contrastare la natura stessa.
    Purtroppo io sono pessimista e penso che nessuno " Prima o poi ne afferrerà il valore" , e che tutto precipiterà e dovranno cominciare da capo, con altre prospettive e solo allora "la mia vita e la tua
    e quella di mio padre
    acquisteranno un senso ".
    Cri

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    1. Questa volta mi sei proprio piaciuta, e non per le lodi, bensì
      per "l'affresco di tutto il male del mondo....una società in cui gli uomini non si credano gli dei assoluti in grado di contrastare la natura stessa".
      Lo so che ru sei pessimista. Io VOGLIO essere ottimista e credere in un tempo di uomini migliori di noi, capaci di prendere le redini dei furenti cavalli legati al cocchio in ebollizione e capaci di cambiarne il passo e la direzione concludendo il loro galoppo sfrenato in una agile passeggiata sotto un mite sole.
      Grazie Cris.
      VIN

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    2. Sarà perché non ho esempi da seguire e mi sono dovuta arrangiare. Mio padre è mancato che avevo tre anni e poi era molto assente ; mi madre ha sempre fatto la sua vita, fino a quando non ha avuto bisogno di noi, imponendosi fino a che Giorgio non ha ridimensionato, seppur gentilmente, le sue pretese.
      Che vuoi che ti dica se non che molti esempi e insegnamenti li ho assorbiti dal mio cane.
      Cri

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    3. Il tuo è un caso doloroso ma vedo che ti sei saputa difendere e che hai avuto la fortuna di avere Giorgio vicino, ma certe fortune te le devi meritare.
      Anche avere per amica una "persona" leale cole Lilla è una fortuna. Belle parole davvero che ti qualificano.
      Ciao.

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  9. Questa poesia la farò leggere a mio padre.

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    1. Posso intendere che ti sia piaciuta?
      Ti fa male un callo se lo dici in chiaro?
      Potrebbe anche farmi piacere, non trovi?

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    2. Ma no, perché è bellissima😁

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    3. Sto ancora contando fino a cento e stavolta ho fatto assai bene a quel che sembra, (cogli anni aumentano le rughe, ma anche l'esperienza), così aspetto ancora prima di scriverti en privé: sarei stato troppo acerbo, al limite della digeribilità.
      -)))

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