lunedì 11 giugno 2018

DÜW 221

Si può anche scendere per le scale. Lì almeno non trovi carrozzelle e claudicanti, al massimo ruzzolanti, ma la cosa non ti riguarda, ché tu sei un ospite non un inserviente.
Perfetto: abbiamo scoperto una soluzione, solo per scendere perché la salita sarebbe troppo faticosa. E poi diciamolo solo perché io abito al secondo piano e il reparto Ristorazione è al primo e anche le sale mediche di controllo, ma a me va benone così. Quelli del quarto l'avranno dura, ma sono assi di bastoni loro.
Mi sorge un dubbio: ma cosa c'è su al quarto?
Soste oltre misura, schiamazzi e troppi uomini soli. Non ci sarà mica un bordello?


DÜW  221   III

Quando alla luce degli occhi
mi guizzò il tuo viso
non potevo certo immaginare
che fosse come osservarti
dalla sella di un cavallo che l'erba del prato
brucava sotto un mare di luna.
Il liquido spermatico più fresco
e incontenibile
zampillava senza pudore
nei condotti inguinali più remoti,
e il suo acre sapore
si spalmava di odore selvaggio
sotto i rami dei pini, al riparo
di sguardi curiosi;
travolgendo le naturali barriere
defluiva nella tua gola
come un torrente calmo,
non più una promessa
ma una cauta
verginale astinenza,
una sofferenza tirata fino allo spasimo,
un'attesa di qualcosa che ti
era sempre stato
permesso solo di sognare.

25  05  18

10 commenti:

  1. Epperò, herr Vincenzo!!
    Poesie erotiche anche.... mmmmm.. ma che hai fatto in quella clinica?????????? ahahahahahahahahahahhahah
    BRavo come sempre!

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  2. Più che chiedersi che ha fatto io mi chiederei cosa gli hanno impedito di fare :-))) Sei un talento anche in questo genere di poesia.

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    1. Buona questa, me la scrivo, Daniele. Sì, mi piace il genere, consente di liberarsi...di orpelli moralistici, che a livello culturale sono inopportuni pesi legati alle caviglie.

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  3. Lo sapevo che ci sbattevi il grugno, malpensante.
    Cosa ho fatto in quella clinica? Ricorda quel che scrissi in un mio precedente post: sto cercando un nuovo modo di scrivere. Più diretto e incisivo. Vedrai in seguito se ho imboccato la strada giusta.

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    1. Ohmammamia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Che devo fare? INcominciare a preoccuparmi????? ahahahahahahahahh

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    2. Mi hai ricordato una vecchia barzelletta dove una signora dopo essere stata dal medico raccontava l'esoto dela visita ad un'amica.
      "Mi ha detto: si prepari al peggio, signora"
      "E che vorrà dì?" le chiede l'amica.
      "Non lo so. Io, però, per non sapere né leggere né scrivere, intanto mi faccio il bagno, poi mi cambio le mutande".
      ahahahahahahahah

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  4. Non lo so, non capisco il nesso tra la poesia e il breve testo in prosa.
    Il desiderio invece e chiaro e lo capisco :-)

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    1. Ciao bentornata.
      Dunque: nessun nesso o connessione diretta. Solo che avendo deciso di postare una poesia al giorno, come le scrissi a Bad Dürkheim e volendo nel contempo dare un'idea del mio soggiorno ho avuto questa idea balzana.
      Ho soddisfatto la tua curiosità?
      Non so se il desiderio sia a te come agli altri chiaro. Io ho provato a spiegarmelo pensando che una forma di desiderio fortissimo sta nella nostalgia del ricordo: sfuma i toni, rallegra gli angoli e li smussa. Resta la bellezza senza fine di un rivissuto con molta malinconia.
      Ciao Mariella, un bacio.

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    2. Ma perché, dove sono andata?

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    3. Credo tu sia andata sulla strada giusta, a senso; anzi conoscendoti ne sono sicuro.

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