martedì 27 febbraio 2018

ALL'INFERNO E RITORNO

12 febbraio  ore08.00 - 
Puntuale come solo lui sa essere arriva mio figlio Alessandro e si stupisce che io sia già a posto. Ho tutto pronto: un troller con ricambi vari; un Rücksack con dentro altri impicci e la mia borsa fatidica con i miei documenti personali ed i documenti fatti dal mio medico per l'ingresso in Ospedale.
Dieci minuti dopo partiamo ed abbiamo fortuna col traffico, poco dopo le otto e mezza sta parcheggiando -cum maximo culo- proprio ai piedi della scalinata che porta all'ingresso.
Mi presento allo sportello e in quel momento una lama gelata mi passa sulla schiena.
"Alles um sonst", dico all'impiegata che mi guarda e non capisce. Tutto per nulla.
Ho tutto, meno la borsa coi preziosissimi documenti, l'Einweisung, senza il quale non si entra.
"Torniamo indietro -dico a Sandro- non ho i documenti, mi sono dimenticato la borsa sulla mia poltrona". Appena in macchina gracchia il telefono ed è naturalmente Anna Maria che si è accorta del danno.
Un inizio da favola. I miei dubbi riaffiorano feroci: ma chi me lo fa fare? Comincia male e chissà come continua.
"Come deve continuare? mi chiede Alessandro, visto che io smoccolo a voce alta. Devi fare solo una Kolonsckopie, starai al massimo mezz'ora e fra tre giorni ti rivango a prendere".
Ma qualcosa mi gratta dentro le budella e non voglio nemmeno pensare al sogno di questa notte.
Anna Maria è venuta giù con la mia borsa e nemmeno la fatica di far le scale.
"Non fare quella faccia, mi fa, succede"
Sarà, ma non mi era mai capitato prima.
Seconda corsa e questa volta Alessandro nemmeno parcheggia perché deve pure andare a fare il suo lavoro.
Arrivo all'accettazione e dopo una ventina di minuti un'infermiera mi accompagna al reparto. Sto in E-0.11 una bella stanza con due letti e un vecchietto ciarliero, che in breve mi fa la storia di tutti i suoi guai. Quando si tace è per sempre: posso cantare e ballare ma lui nemmeno mi vede, accende la TV e guarda PER ORE E ORE solo programmi per bambini, cartoons, pupazzetti e affini.
Dopo pranzo mi portano un litro del liquido merdoide che conosco dal tempo della mia prima coloscopia. Mi esalta il solo pensiero di averlo in bocca.

13 febbraio ore 08.00
Qui non si mangia, solo si beve acqua ed un altro litro del liquame e si corre al cesso.
Alle 10.00 Ultraschall
Alle 14,30 mi portano col mio letto al quinto piano in Endoskopie, immediatamente in OP.
La prima impressione: un sacco di gente che si muove come le formiche all'ingresso del formicaio. Concitazione anche nelle voci. Boh.
Sono vestito come a Carnevale: un camicione a fiorellini azzurri, un paio di mutande molto sexi viste dal davanti, ma con un enorme spacco proprio lì sul culetto.
Mi distendono sul tavolo operatorio e un medico mi fa un'iniezione con il liquido che riconosco dal colore per essere quello che mi farà far la nanna. Guardo l'orologio in alto nella sala. Le 14,29.
Alle 15,09 Sono sveglio di nuovo. Così poco? Per due polipi calcolavo poco più di un'ora.
Nessuno nei pressi del mio tavolo. Tutti guardano da un'altra parte. Boh, doppio boh, triplo boh!
Finalmente arriva il mio operatore. Indossa ancora il grembiule di plastica da Metzger, da macellaio ed ha in mano un foglio da computer con tre foto.
"Tutto già finito?" chiedo.
"È successo qualcosa che a me non era mai successo in tanti anni di carriera"
Ahia!
"Tolto il primo polipo, nel discendere si è verificato uno strappo dell'intestino che ha provocato questo" e mi mostra le tre foto. La prima a sinistra è l'horror vision, il peggio che potessi aspettarmi  di vedere: un cordone grigio -il mio intestino- con nel mezzo un buco dal diametro di otto millimetri.
Pericolo immediato di peritonite, di setticemia o di tetano. Tifo per la peritonite anche acuta perché ci sono gli antibiotici necessari. Se va sul tetano mi sono rovinato il resto della mia vita; se butta sulla setticemia posso cominciare a contare le ore che mi restano da vivere.
Lui sta parlando ma quasi non lo ascolto. Si sta scusando.
"Lasci perdere, Doc, può capitare. Solo: warum ich ? Adesso mi dica: cosa fate?"
"Abbiamo tentato di ricucire i lembi perché...
"Fatica inutile e tempo sprecato. Va tagliato via un pezzo di intestino, lo so. Quanto e quando lo farete?"
"Adesso la mandiamo a Chirurgia. Là le diranno loro. Le faranno una tomografia per vedere se la nostra cucitura regge e in caso negativo opereranno subito."
Esattamente il mio sogno della scorsa notte: taglio nell'intestino provocato per troppa fretta e asportazione di un bel pezzo di intestino. Il sogno finiva qui. Peccato! Avrei voluto vedere il finale.
Venti minuti dopo più o meno sono nel tubo della tomografia.
Risultato negativo, come previsto; mi preparano per la seconda operazione della giornata.
Dottori e personale intorno a me come fossi il messia. Quanti sorrisi ho visto...quante iniezioni mi hanno fatto...quante cose in genere, ma io sto ancora qui e dentro di me i vermetti si agitano.
Mi trasportano in OP.
Minimo quattro dottori quattro, sono tutti quelli con le tute verdi. L'anestesista che mi fa mille domande verrò a sapere che è italiana e amica di mia nuora Sara. Le racconterà poi tutto dettagliatamente.
L'Oberarzt mi fa il quadro della situazione: da spararsi. Tolto il pezzo di intestino ( saprò dopo che si tratta di 30 centimetri) ricuciranno insieme le due estremità, poi richiudono (con 25 punti) Controllano con tomografia se tiene bene. Qualora non tenesse altra operazione immediata: taglio di olte 80 centimetri con bypass da una parte all'altra e SACCHETTO esterno. Vita da uomo normale finita. Sempre che non arrivino compliacanze nuove.
Mi concentro su me stesso. Non vedo più nessuno, solo ombre. Gente, per la prima volta nella mia vita mi sento molto vicino alla morte. Faccio una cosa che NON AVREI MAI CREDUTO POSSIBILE: mi metto a parlare con quello che chiamano Dio. 
Può darsi che tu veramente esista, anche se ho dubbi; ma facciamo che tu esisti. Se così fosse ti prego di farmi tornare a casa mia ancora da vivo. In cambio ti prometto, anzi ti giuro che non bestemmierò più.
Non mi sento un vigliacco, solo mi sento meglio, liberato di un peso che mi opprimeva da anni.
A un tratto vedo davanti ai miei occhi la mia tribù al completo, una trentina di visi attoniti. In mezzo quello di Anna Maria. Quanto avrei potuto darle di più e non l'ho fatto e adesso chissà se ci sarà più il tempo. 
Poi in un gruppo vedo tante altre facce, anche se alcune sono quelle che mi sono immaginato che così fossero: sono le vostre facce ragazzi e ragazze. Fate parte della mia vita. Spero proprio di poterle rivedere.
L'anestesista mi dice che fra una diecina di secondi dormirò un po'.
Guardo automaticamente l'orologio in alto proprio davanti a me: segna le 16,55
Buio.

Mia figlia telefonerà alle 22,45 per l'ennesima volta. Le rispondono che è finita e che mi stanno preparando per l'intensive Station.

Un'ora dopo, alle 23,40 mi risveglio nella intensive Station carico di cateteri: nove. Dal naso all'ano, uno enorme. 

14 febbraio
Inizia una settimana di passione di cui sorvolo tutti i particolari, altrimenti si ridurrebbe tutto ad un gelido bollettino di guerra. Al centro della scena uno straccio d'uomo che ha avuto la fortuna in dotazione di un fisico di acciaio. Sono pieno di sonde e quella che mi dà più fastidio la porto dentro la narice sinistra fino allo stomaco -90 centimetri- con la quale è difficoltoso anche inghiottire liquidi, addirettura respirare e che, quando me la toglieranno, lascerà un ricordo che speriamo non sia perenne ogni qualvolta cercherò di inghiottire.
La temperatura sarà costantemente intorno ai 37 gradi, il polso, arrivato a 84, scenderà ai valori soliti intorno ai 60 con punte al mattino fino a 68. La pressione del sangue arriverà i primi giorni fino ad un massimo di 180 sistolica e 90 diastolica.
Il peso -orribile- aumenterà fino a sette chili plus. Un edema di liquidi acquosi dovuto anche all'Eiweiss, l'albumina, presente nelle urine. Al momento in cui scrivo si è ridotto a circa due chili tendenza discendente.
Il 19 febbraio mi tolgono il tubo dal naso, con cui sono tre le sonde asportate.
Di notte non riesco a dormire non prima delle quattro, poi tirerei fino alle otto e forse più se non venissero ogni venti minuti dalle sei in poi a scassare la beata minchia, che tanto beata non è con quel cateterone inalzatole a prua.
La pressione del sangue sta scendendo costantemente ed adesso i massimi sono160 80 tendenza al basso.
Il 21 torno nel Darmspiegelung, dove tutto il merdaio ebbe inizio, perché ho constatato tracce abbondanti di sangue nelle feci. Vedo tutto nello schermo stavolta, compreso il polipo superstite, bello in alto. Il sangue era solamente residuo dell'operazione. Nessun rischio.
Il 22 febbraio Riesige Überraschung, gigantesca sorpresa: colazione da essere umano e non da polpetta. Pane, burro, marmellata, jogourt, caffellatte. Finora tre tazze di broda al mattino a pranzo e a cena, con il mio stomaco che suonava la marcia dell'Aida.
Il 23 mi tolgono l'ultimo catetere, il nono.
Guizzo nell'aria come un pesciolino.
Vedo la fine del tunnel, vedo la luce, vedo la vita come una spiaggia di nuovo raggiunta.

25 febbraio, domenica (incredibile in Germany)
normalmente non si esce mai di domenica, ma Angela ha fatto cagate e adesso si deve risparmiare anche il fiato altrimenti salta definitivamente la GroKo grosse Koalition e lei è fottuta.
Alle 11,15 esco dalla porta principale con le mie gambe. È venuto a prendersi suo nonno mio nipote Alessandro, il secondo degli Ale, con la mia macchina.
Ultime misurazioni:
Pressione 145-70
Polso 62
Temperatura 36°6
Peso 81,6 Kg
Da smaltire ancora circa tre chili. 

Ve lo dico con il cuore: non credevo fino al 15 di poter scrivere questo pezullo. Sono passati due giorni ma ero ancora troppo debole. Vi ringrazio di esistere. Poi leggerò con calma quello che mi avete scritto

Nota bene. Qualcuno che voleva telefonare col mio cell ma non aveva la password lo ha messo fuori e io non sapevo più dove fosse la carta col PUK. Ho dovuto cambiare numero, ma non so cosa cavolo sia successo per cui adesso  mi serve solo per guardare le figurine, non credo di essere online, almeno se avessi avuto questo cesso avrei potuto mettermi in contatto. Invece niente.
Cominciata male, finita bene...ma c'è mancato poco.
Non toglierò il restante polipo. L'ho giurato alle mie pulci: mai più in un ospedale.
Vi abbraccio tutti, ma proprio tutti.
VIN



















67 commenti:

  1. Come sono contenta che tu sia a casa tua. Mi credi se ti dico che ogni giorno prego il Signore per tutti quelli che in quella giornata devono subire analisi, visite, operazioni e quant’ altro e quindi “quel” giorno la mia preghiera si è unita a quelle dei tuoi cari e alla tua, questo è consolante, non credi? Rimettiti presto, ma prenditi tutto il tempo che ti serve, la vita è bella, vero? Goditi ogni attimo a venire. Evviva. Buona serata.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non ho pregato le comuni preghiere che non mi dicono molto, ho cercato un colloquio diretto con chi credo che possa esistere e che sarebbe il Creatore. La prima volta quando tutto diventava buio solamente un'invocazione: fammi ritornare a casa sulle mie gambe. Una seconda volta dopo il risveglio, quando ancora non si capiva come sarebbe andata a finire con un ragionamento tipicamente mio, tipo "se tu sei Dio, mi hai creato tu e allora tirami fuori da questo casino che non ho cercato io". Pregare è una cosa difficile. Visto che sono più di settanta anni che non mi rivolgevo più a lui penso che mi sia stato proprio ad ascoltare. Comunque un favore me lo aveva già fatto: il dono di un fisico formidabile e di un coraggio che già conoscevo ma non così una volta giunto all'ultima curva.
      Grazie Sinforosa.

      Elimina
  2. Oooh, finalmente, Enzo!
    Qui un esercito di seriamente preoccupati stava facendo la posta per assistere alla tua epifania, e finalmente eccoti scrivere.
    Personalmente avevo capito che si trattava di questioni di salute, ti ho pensato passando quasi ogni giorno qui. Sono sollevata. Dai dai dai, che ancora un bel pezzo di vita attende!!!
    Sei una roccia, e sempre di più vedo in te mio padre e tutto il suo colossale meraviglioso carattere. Forza, torna prestoooo!!! :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avrei voluto conoscerlo il tuo papà e ci saremmo sicuramente capiti. Io non potevo in alcun modo comunicare e ancora adesso sono senza telefono. Qualcuno ha cercato di parlare o di scrivere e allora ha sbagliato il pass tre volte -ma che brava/o- e sono rimasto chiuso fuori. Non mi ricordo più dove cavolo ho messo la carta con il PUK e così abbiamo dovuto prendere una nuova carta SIM, ma non capisco perché non sono online e quindi è come un giocattolo. Con calma ti scrivo. Devo riprendere di nuovo il mio ritmo.
      Ti ho pensata, te e le altre mie amiche di web, che poi è una fregnaccia, oramai siete amiche di vita.
      Grazie di tutto Luz.

      Elimina
    2. Grazie a te, a prestissimo allora! :-D

      Elimina
  3. Vincenzo! Bentornato! Mancavi tanto!
    Decisamente ero preoccupata ma ho letto di un bel calvario! Mannaggia! Boia faus! Per fortuna sei tosto e ce l'hai fatta ad uscirne.
    Adesso sei a casa se ho letto bene quindi pensa a riprenderti e a ritornare il Ciantin che conosciamo.
    Bacioooooooooooo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E tanto mi sei mancata tu, boia faus! Me le dovevo immaginare le prese per il culo reciproche e mi ci divertivo un sacco.
      L'ho passata liscia, ho avuto fortuna, queta è la verità. Pensa che se non avesse tenuto la cucitura dei due lembi dell'intestino tagliatomi, avrebbero dovuto togliermi una settantina di centimetri del budel e poi mettermi un bypass e un sacchetto!!! Vita normale finita. E tutto per un intervento di pura routine che avrebbe dovuto durare mezz'ora con due giorni di permanenza là dentro!
      Non succedono solo in Italia queste cose: anche qui ci sono deficienti che parlano mentre tengono lame affilatissime nella trippa di un poveraccio. E nessuno si è scusato con me, nessuno è venut ad informarsi come stavo.
      Fra un po' te ne accorgerai se il Ciantin è tornato....
      Bacio.

      Elimina
    2. Oh povera meeeeee!
      ahahahahahahahahahahahah
      A presto!

      Elimina
    3. AHAHAHAHAHAHAHAH
      Tutto maiuscolo, per divertirsi si deve essere almeno in due.

      Elimina
    4. E certo!!!! Tu che soccombi e io che comando ahahahahh

      Elimina
    5. Tu che corri davanti (significa che scappi) e io che ti corro dietro (pant, pant, pant).
      Uhiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

      Elimina
    6. SIIIIII!!!
      Sei tornatooooo! 😙

      Elimina
  4. Prima ti rimprovero... accidenti a te, diavolo di un romanaccio, ma ti pare il modo!!!
    Ora leggo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ok, ho letto. Ero preoccupata, ho pensato di tutto e di più. Ti ho scritto via whatsapp un pacco di volte. Ed era così strano il tuo silenzio che non sapevo più che fare.
      Tra amiche di blog eravamo tutte in pensiero.
      Ora però, riprenditi e stai tranquillo. Noi siamo qui, ci siamo sempre stati e ci saremo.
      Ti scrivo in privato.
      Fai il bravo e riprenditi, che è stata durissima.
      Abbraccio circolare.

      Elimina
    2. Non potevo comunicare, non l'ho fatto apposta. Ancora adesso sono privo di telefono.
      Avrei avvertito con un whatsapp di sicuro, ma non potevo. Ti chiedo scusa.
      Mi sto già riprencdendo ....un po'.
      Sì, è stata durissimissima.
      Circolare andata e ritorno.

      Elimina
  5. Oh mon dieu che ansia solo a leggere..
    . 🤕.
    Menomale che è finito bene😇
    Comunque non non dovevi preoccuparti eccessivamente lo sai anche te che l'erba grama (cone noi) non secca mai 😂👏

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti dirò Anna che sono ben felice di essere erba grama perché non secca mai.
      Sì, è ita proprio liscia come olio. Ma mi è costata una fatica enorme.

      Elimina
  6. Finalmente sei tornato e stai bene!!!!!! Ero preoccupatissimo. Grande cuore e lucidità nel raccontare quanto ti è successo, ma ora io non ho altro pensiero se non quello di sapere che stai bene, e ti sei ripreso. Questo post è un bellissimo regalo per me. Un abbraccio fortissimo, e Wilkommen Herr Iacoponi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni giorno che passava recriminavo di non peter farvi sapere che cavolo stesse succedendo. Poi mio figlio mi ha detto che qualcuno aveva chiesto sul suo Facebucche, ed era Cristiana, quindi ho pensato che forse più d'uno di voi fosse venuto a conoscenza.
      Bisogna vedere sempre il lato positivo delle cose: ho scoperto di avere intorno persone meravigliose, i miei; di avere amici fantastici, tutti voi; di avere alla mia età un fisicaccio ed una resistenza alle difficoltà vere che non conoscevo perché mai come adesso mi ero trovato vicino a quella porta. Daniele, è molto meno tragica di come immagini, solo un immenso rimpianto per quello che lasci E CHE SOLO IN QUEI MOMENTI capisci quanto importante fosse e sia.
      Ricambio con tutto il cuore il tuo abbraccio.

      Elimina
  7. FINALMENTE!!!
    Ho fatto giri strani , e ho contattato tuo figlio -te lo ha detto?- così io e Daniele abbiamo potuto sapere qualcosa, non molto perché Alessandro è stato, giustamente, molto laconico, ma almeno sapevamo che eri ancora al mondo.Non ho pensato di avvisare gli altri perché non ti nominavano e pensavo avessero tue notizie e fossero discreti.
    Insomma , "tutto è bene quel che finisce bena" anzi
    "Bien está lo que bien acaba" me gusta mas.
    Cri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Colgo l'occasione e questo spazio per ringraziarti Cristiana per quello che hai fatto e le informazioni che mi hai passato. Ribadisco la mia felicità nel rileggerti Vincenzo!

      Elimina
    2. @CRIS. Ti sentivo mentre mi inseguivi. Eri ringiovanita perché non avevi il fiatone. Me lo sono sognato? Può darsi, vuol dire che ti pensavo.
      Sulla laconicità di Alessandro non devi spendere parole. Sapessi quanto chiacchiera quando vuole lui, poi si chiude dietro i suoi mmhh mmhh, e tutto finisce lì.
      Almeno sapevate che ero vivo. Forse avresti dovuto informare anche gli altri, pensando che se avessi potuto avrei informato subito te, quindi nessuno sapeva niente.
      Tutto è bene quel che finisce bene, lo hai detto tu.
      Bello il tuo ispanico.
      Un abbraccio circolare veramente.
      VIN.
      @Daniele. Cristiana è incredibile: non la fermi nemmeno con le cannonate. Ti dirò che fa taaaanto piacere avere amici così. Tu, con la tua sensibilità, lo capisci benissimo.

      Elimina
    3. Cri da me sì è parlato di Vincenzo. A te personalmente ho chiesto notizie ma deve esserti sfuggito il mio commento... tutto e bene quello che finisce bene in ogni caso.

      Elimina
    4. Mi dispiace, non ho letto, altrimenti non mi sarebbe parso vero di darvi notizie, per tranquillizzarvi e per dimostrare la mia ' segugità", che ancora una volta mi accomuna ai cani.

      Elimina
    5. @ DANIELE
      Ti ho sentito molto preoccupato, e poiché lo ero anch'io, mi son data da fare.
      Cri

      Elimina
    6. @VINCENZO
      Non ho letto il post di Mariella e tutto taceva, mi pareva indiscreto dire che eri all'ospedale.
      Sarà per la prossima volta AHAHAHAHAHAHAHAH

      Elimina
    7. Ho capito a te.
      Non ci sarà una prossima volta.
      Al massimo andrò in galera per avere accoppato una genovese che abita a Como e ha istinti da segugio......
      AHAHAHAHAHAHAH

      Elimina
  8. Avevo inserito un primo commento, ma non lo vedo: c'era scritto "finalmente" e portava dentro un sospiro lungo qualche migliaio di chilometri, ché mi stavo spaventando a morte, Vincenzo caro!
    Sono ripassata per vedere se avevi risposto, se continuavi a scrivere.
    Comunque, te lo prometto, mò me la faccio passà tutta st'ansia, ma mi devi comprendere!!!
    Un abbraccio forte come una guarigione completa!
    Sabina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io cerco sempre di vedere la zona positiva delle cose, ma questa volta non la riuscivo a vedere e mi sentivo impotente e che stavo perdendo energie mentali, le mie grando risorse di sempre. Ho avuto paura di questo, paura della rassegnazione che anticipa sempre la fine.
      A 84 anni toccati da poco mi sono chiesto se ritenevo di aver avuto abbastanza e mi sono risposto di NO. Ma non dipendeva da me. Non ho avuto dolori, mai, ma fastidi di tutti i generi tipo la deglutizione, quasi impossibile fintantochè il catatere nella narice sinistra mi impediva di respirare a pieni polmoni e poi ogni notte fino alle quattro non si dormiva e dopo mi rimanevano appena due ore e mezza prima dell'inizio dell'attività giornaliera.
      E poi la quasi immobilità nel letto, e poi la difficoltà della minzione e poi...e poi...e poi...........
      Sta passando.
      PS: ho quasi finito il tuo libro. Non avessi avuto tutto quel sonno ce l'avrei fatta. Poi ne parleremo.

      Elimina
    2. Quale libro? uno di cui abbiamo parlato?
      ...io non ne ho mai pubblicati!
      Bacioni comunque, amico ritrovato!

      Elimina
    3. Ciao, furbacchiona ritrovata. Quella lettura mi ha sollevato molto. Mi sono immerso in quel mondo ed ho molto dimenticato dove mi trovavo.
      Bacioni.

      Elimina
    4. scusami, ma continuo a non capire...forse sono reduce da un colpo di anestesia della memoria...perdonami!

      p.s.: se vuoi spiegamelo per mail

      Elimina
    5. Sto parlando di "In tuo nome", bel libro, veramente.
      Poi te lo spiego.

      Elimina
  9. ma santo cieloooo!!!!! che scherzi da prete fai??? essendo all'oscuro di quel che ti stava accadendo mi sembrava strano il tuo silenzio e il non vederti commentare nel blog degli amici ....sono molto sollevata nel vedere che stai bene .... stai alla larga dagli ospedali ...basta nè? il polipo fallo in guazzetto ....un abbraccione grande

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì mi hanno fatto un vero scherzo da prete.
      Non entro più in un ospedale, l'ho giurato alle mie pulci, ancora incredule sul mio comportamento futuro.
      Ciao Giusi, molto carino da parte tua.

      Elimina
  10. Meno male, Vincè ... mi sembra che, per te, le cose non vadano male ! Mi raccomando, eh ??? Fai quello che ti dicono i medici del tuo reparto ... e vedraio che, a breve, tornerai "più jacopone e poetico che pria" !
    A Roma e dintorni, frattanto, NEVICA ...ed io non posso che dire : UFFI .... CHE PALLE !!! °_0

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io farò il bravo, tu stattene a casa ché non credo sia avvezzo a neve e ghiaccio.
      Ce risentimo quando me va majo, cavaliè.
      Grazie di tutto

      Elimina
    2. Sissì ,,, farò così ! A casa, ho messo il riscaldamento "a palla" ( e abito ad Anzio, dove comunque la temperaturà, rispetto a Roma - Roma Nord è più mite di almeno 4 °C ) e ho indossato vestaglia e maglioni ... ma fà un freddo cane, e c' è il rischio che stanotte nevichi ancora ! UFFIIIIIIIIIIIIIIII .... CHE PALLE !

      Elimina
    3. E le calzette de lana a cannolè?
      E la panciera?
      E le mutandone lunghe -de lana se capisce- quanno te le metti?
      La vita è na cosa sacra, cavaliè.
      E a proposito, se te capitasse di usare la macchina sulla neve, ricordati di non partire MAI in prima ma in seconda, sennò ti metti di traverso e sbatti addosso agli altri, e appena partito cerca di arrivare in fretta a mettere la quarta così le ruote girano senza sbalzi, e non frenare mai a secco ma con colpetti.
      Esercitati, occorre solo pazienza.

      Elimina
  11. In bocca al lupo per la tua salute.
    Ciao a presto.

    RispondiElimina
  12. A Vince' cosa combini ...mi stavo gia' preoccupando ...e sei tu che hai sette vite ...sono felice che tutto sia passato ...mi immagino i tuoi pensieri ...rimettiti in fretta ...ich umarme dich härzlich...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ho fatto un bel casino. Me lo sentivo e non volevo farmi mettere quel tubo su per l'intestino, ma ti giuro che mai avrei pensato di ritrovarmi lungo per terra come un tappetino. Mi sono misurato le forze, la resistenza e la qualità delle mie reazioni. Me ne posso fidare, e questo già è una buona cosa, l'unica in questa porcata.
      Anche io umarme dich härzlich, aber gern.

      Elimina
  13. Ah, i soggiorni in ospedale: sai quando entri ma non sai se e come ne esci.
    Che emozioni di m***a!
    Comunque sono contenta che sei tornato, sempre così: vai avanti e spacca il mondo.
    Bacioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono entrato per un intervento di pura routine e per un pelo esco dalla porta posteriore dentro una bara. Una cosa pazzesca. Mi sto riprendendo ma me la prendo con calma. Non mi sembra vero di poterla raccontare. Per un paio di giorni ho temuto la mia fine. Non solo non mi sentivo in forze, ma mi stavo rassegnando. Contro quella fatale rassegnazione ho duramente combattuto. Ma avevo nove cateteri nove e nemmeno riuscivo a girarmi su un fianco, soprattutto non mi riusciva di respirare, né di inghiottire bene un sorso d'acqua con un tubo in gola fino allo stomaco lungo quasi un metro. Basta. È finita. La dimenticherò. Questo è uno dei lati belli del mio carattere: ragionare fino alla fine, anche se questa volta mi sono raccomandato a Dio....pensa un po' tu! Non era tanto la paura della morte, quanto la disperazione di non vedere più nessuno dei miei; di non poter più comunicare con i miei amici, che siete voi, e che oramai siete entrati a far parte della mia vita. Questo l'ho appreso in Ospedale. Una felice scoperta.
      Bacioni Francesca.

      Elimina
  14. Come apprezzare ancor di più la vita! A parte gli scherzi, devono essere stati davvero terrificanti quei momenti. Contenta di saperti vivo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ti rendi conto di quanto sia importante la vita, anche grama, in questi momenti. È la cosa più bella che abbiamo, credimi.
      Momenti tremendi dove puoi solo affidarti alla capacità dei tanti che ti stanno intorno -tranne alcuni, che ti ci hanno messo in simili condizioni. Devo dire che, a parte l'incidente di percorso, la successiva grave operazione e tutta l'assistenza che le è seguita sono state eccezionali. Avevo tre infermiere costantemente in stanza, una caporeparto, uno o due medici ogni giorno, un Oberarzt un giorno sì uno no, pronto ad arrivare ogni momento, il Professore che veniva ogni tre giorni solo per me e per una signora che stava pure malissimo.
      In Italia me li sarei sognati. Ero controllato costantemente dalle sei del mattino alle otto di sera, e l'infermiera di notte passava ogni due ore.
      Ma che vuoi di più?
      Contento di poterti scrivere di nuovo:))

      Elimina
  15. Qui ci siamo preoccupati in tanti, eh!
    Un calvario autentico dal quale sei uscito ancora più forte. Sei invincibile, Vincenzo: io so che Dio ha ascoltato la tua preghiera e quella di chi l’ha fatta a tua insaputa, anche perché togliere a questa piazza di gente che ti adora il piacere di leggere i tuoi post sarebbe stato un affronto.😇🤗
    Adesso, per favore, non mancare più per troppo tempo che le amicizie virtuali sono belle, ma anche insidiosissime e quando non hai notizie di qualcuno a lungo... ti puoi solo augurare che non sia successo nulla di grave.
    Un abbraccio grossissimo, Vinz e sempre alla grande, compà! 😉😘

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non l'ho fatto apposta per creare suspence. Mi è caduto tutto in testa. Pensa che sono entrato con un ricambio di slip e di calze e un maglione così perché Anna Maria mi veniva dietro dietro co sto maglione belando.
      Ero straconvintissimo di tornare a casa dopo due giorni.
      Invece! E dura ancora almeno un mese dovo dovrò guardarmi dal fare il minimo sforzo: se mi cade un fazzoletto in terra qualcuno me lo deve raccogliere. Guai a chinarmi, guai a sollevare pesini di 50 grammi! E mangiare come i baby. Stamattina in cortile c'erano 15 cm di neve. Avrei dovuto spalare io e il mio coetaneo del piano di sotto, ma anche lui è conciato male con una bronchite, io sono come sono, così due ottantenni, Anna Maria ed Else, hanno spalato. Io mi ci sentivo male a guardarle, ma sono toste tutte e due come mule.
      Damm il tempo di riprendere il mio ritmo por favor, poi ti verrò regolarmente e leggere, come sempre.
      Grazie, Marina.

      Elimina
    2. Ci mancherebbe! Riprenditi in tutta calma. devi tornare in superforma prima di andartene bellamente in giro per il web! :P

      Elimina
    3. Sarai una delle prime tappe, contaci.
      :-)))

      Elimina
  16. Cosa posso dirti se non che ti abbraccio forte?
    Dai, non mollare e prenditi tutto quello che vuoi da questa vita che ti ha fatto venire un grosso spavento.
    A prestissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La vita mi ha mostrato il suo lato peggiore, ma poi mi ha di nuovo mostrato quello bello. Sono felice di avere constatato quanta gente ci sia che mi vuole bene.
      Sapessi quanto ne voglio a ciascuno/a di voi.
      Un calore immenso. Potrei girare in camicia per le strade.
      Ciao Ofelia, a prestissimo.

      Elimina
  17. Hai lanciato strali, ti sei erto come Zues incazzatissimo e hai mandato a quel paese tutta la sfiga che voleva colpirti?
    Dai magistro, non sei solo, bentornato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sapessi i moccoli di nuovo e nuovissimo conio che ho lanciato, altro che strali e fulmini di Zeus! Su nell'Olimpo scappavan tutti via coprendosi la capa coi mantelli e squittendo come topastri!
      La sfiga l'ho debellata prendendola a calci in culo.
      Ma è stata una faticaccia, stella, che non auguro ai più cattivi. Forse aveva ragione mio papà, che sosteneva che io ce la facessi sempre perché ero un "Bastian contrario".
      Meglio così, ma stavolta l'ho sentita fiatarmi sul collo e sulla groppa la vecchia sdentata.
      Si, tesorino, lo so che non sono solo, grazie a tutti voi.
      Buona giornata e buonissima tanta vita, Lucrezia.

      Elimina
  18. Vecchia quercia, ma che mi combini? Non posso lasciarti solo che tu vai a fare un giro turistico a hospital city... Non fare scherzi da prete amico mio, non potrei sopportarlo.
    Ti voglio bene, un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Xavier, quanto tempo è passato! Come stai vecchissimo ragazzino? Mi sei mancato un sacco. Io ho rallentato di inviarti notizie e di chiedertene perché mi sembrava che stavi messo malaccio anche tu. Stai bene? Sono contentissimo di apprenderlo. Io mi sto riprendendo e gliel'ho messa nel c..o ancora una volta. Ma la ripresa è lenta.
      Torno a cercarti sul tuo blog, allora.
      Mi ha fatto immensamente piacere riabbracciarti idealmente. Ciao ragazzaccio. Un abbraccio grandioso.

      Elimina
  19. Letto tutto di un fiato . È l'incubo di tutti ( specialmente il mio) , che un imprevisto ti cambi quasi la vita ..in questa maniera poi :) a.presto

    RispondiElimina
  20. Insomma, le stronzate le fanno anche nella Sanità crucca. Ma per abbattere te ci vuole ben altro, anche perchè si sa che "genti maba non di morridi". Non si dice forse che sono sempre i migliori ad andarsene? ahahahahahahahah Un abbraccione, ciao! :*

    RispondiElimina