lunedì 14 agosto 2017

ZIMMER E 611 - DIE VERLASSENE FRIKADELLE


E 605 - All'inizio era il caos. Accettazione volante il 27 luglio, ultimo giovedì del mese alle 08.30. Sosta prolungata nel corridoio senza sapere che cavolozzo fritto stavo facendo io in quel posto. Poi finalmente arriva Schwester Sara -caruccetta, graziosetta e assai gentile- che mi accompagna nella stanza E 605. Due letti il mio è il primo entrando. Il collega non ecci, poi sento tirare lo sciacquone. Benone: localizzato collega impegnatissimo al cesso. Ancora lo ignoro, ma da questo momento il locale più usato sarà quello nach den Motto "io lu cesso e tu".
Il collega è un vecchietto gentile dalla fisionomia cinesoide, ma è tedesco DOC. È già stato tagliuzzato e si illude di sparire entro due giorni. cioè venerdì sera. Mi racconta la dolorosa istoria dei motivi che lo hanno portato qui e io penso " Me tocca de sentillo sennò si offende". Dopo un po' lui dorme ed io lo imito velocissimo e senza sforzo alcuno.
Comincio a prendere possesso del WC. Devo stare attento a dove tocco perché seminati dappertutto ci sono pulsanti che mettono in moto la fine del mondo nemmeno fossimo a Guam in attesa dei primo missile nordcoreano. Alle undici in punto portano il  Mittagessen, il pranzo, e io non ho nessuna voglia di scoperchiare i due recipienti e di vedere cosa c'è sotto, se un ratto a tre zampe oppure una frittata di sterco di vacca, dato che l'odorino che da sotto arriva rassomiglia a qualcosa di entrambe le pietanze suddette. Un passato di asparagi e piselli (penso al mio che domani verrà scimitarreggiato e mi viene da piangere) e sotto il piattone un orribile visu fetta di carne di un qualche animale affogata in una salsa dal tipico gusto teutonico, cioè di merda.
Un infermiere dopo una mezz'ora scarsa si porta via i resti abbondantissimi del lauto pasto, e subito dopo una Schwester carinissima e giovanissima  mi porta un pacchetto con: calze da donna attillatissime -elastiche- contro la tromosi; camiciola non attillata ma a fiorellini verdognoli, completamente aperta di dietro tipo camicia da notte per froci.
-Le conviene indossarla subito, altrimenti domattina l'avrà dimenticata.
-Posso indossare i miei slip?
-Assolutamente no. Questo è quanto indosserà e BASTA.
Trascorrono poche ore e alle 16,30 arriva l'Abendbrot, cioè la cena. Quattro fette di pane di varia sorte, burro, tre fette tre di affettato di ignota regione della bestia sacrificata per noi. Una porzione di Yogurt alla frutta. 
Inizia la fase più lunga e noiosa della giornata ospedialiera: l'attesa della notte, che non arriva mai.
Arriverà in poco tempo, ma la nottata sarà piena di alzate dal letto e di corse nel WC, tanto perché non dimetichi il motivo di questa vacanza.

Alle sette in punto si scatena l'inferno, ma io non ho dato nessun segnale come "Il Gladiatore".
Tutti dentro. Donne delle pulizie, infermieri con schizzaveleno in mano che mi fanno un'iniezione di eparina tanto per farmi capire che io sono solo un numero -non primo- che dovrà essere operato in brevissimo tempo. Arriva il Frühstück ma non per me che devo passare nelle OP. Non si manduca quindi, solo si può espellere acqua a volontà, cioè quel tanto che si può, cosa che non ignoro dato che non sto in questo Hotel per farmi un giro di Poker.
L'attesa del momento di entrare in OP è la cosa più snervante che ci sia. Avviene il tutto in tre fasi: attesa in camera non tanto distante dal proprio letto che è il mezzo di trasporto unico qui dentro. Chi parla di immediatezza è un gran bugiardo. Passano mai non meno di due ore.
Poi arivano i trasportatori. Tu, imbracato nel tuo costumino da pederasta ballerino. vieni trasportato in un ascensore , col quale discendi un piano sotto terra.
Qui ti mollano in una stanza poco accogliente per...il tempo che non vorresti mai stare. In pratica nel mio caso oltre un'ora e mezza.
Infine con sommo giubilo vieni introdotto, sempre con letto, in un'ampia stanza con diversissimi strumenti che attendono te come coyotes affamati.
Due metri a piedi fino al fatidico tavolo dove verrai affettato in qualche posto e in qualche modo che nemmeno voglio sapere.
-Herr Iacoponi, lei ha scelto l'anestesia epidurale.
-Certo. I colleghi si sono impauriti del mio polso che fa 50 di media. Non hanno evidentemente creduto che io fossi un bradicardico.
-L'epidurale la consigliamo a tutti, Herr Iacoponi. Dà luogo a minori complicazioni.
-Io ho però chiesto un successivo narcotico perché non mi va di stare ad occhi spalancati a sentire rumori e miagolii.
-Prima le faccio l'epidurale, poi la anestetizzo globalmente.
E così, senza aver visto la faccia di chi parlava dietro le mie spalle, aspetto la pungicata. Ha una mano leggerissima. Non sento niente. Quello che poi mi inietta nell'ago fissato sul dorso della mano destra ignoro ciò che sia. Il tempo di guardare la lampada in alto e pensare che quella potrebbe essere l'ultima cosa che vedo e si spegne la luce.

E 701- È il mio nuovo domicilio, nella Intensive Station, dove dovrei rimanere solamente fino a domani mattina. Quando mi sveglio l'otologio sulla parete di fronte segna le ore 14,30. Due ore dopo più o meno di quando mi sono addormentato in OP.
Mi portano il pranzo. Ti figuri che voglia che ho io di pappare la zozza che sta dentro i piatti. Nemmeno ci guardo. Mangio solamente lo yogurt alla pesca.
Provo a dormire e la cosa mi riesce terribilmente facile.
Viene a farmi visita la Oberärtzin. Trentenne molto carina e ben pettinata. pienamente consapevole del proprio ruolo. Penso che così giovane già assistente del primario non possa che significare che sia maledettamente in gamba. In effetti mi relaziona velocemente ed in modo chiaro della mia avvenuta operazione. Mi dice che ho perduto molto sangue e che ne avrò la vescica piena. Non mi devo far intimorire dal colore della mia prossima urina. Secondo lei ci vorranno almeno due giorni di Intensiva. In effetti saranno quattro. Mi spiega il perché di due cateteri: il primo ovviamente infilato nella via natutale di uscita, il secondo, introdotto nelle vescica passando da un bucolino vicino all'ombelico serve al drenaggio. Infatti avevo notato una busta di plastica di cinque litri di Na-Cl che entrava sgocciolando producendo un giro di liquido purificatore, pulitore. Alla fine saranno 32 sacche da 5 lt, pari a 160 litri entrati e , si presume, anche usciti.
Una mezzorata dopo, per dirla alla Andrea Camilleri, mi portano le prime due sacche di sangue per 265 cl l'una. Totale oltre mezzo litro. Sgocciolano lentamente tutto in una vena dorsale della mano destra. Tra un po' potrò contare i buchi, i bozzi e i Bluterguss dappertuto mi abbiano infilato aghi. Bluterguss significa versamento sottocutaneo. All'uscita dall'ospedale ci vorrà la calcolatrice per contarli tutti. Alcuni a guardarli mettono paura. Non li guardo e passa la paura.
Inutile soffermarsi sulla varietà del cibo che secondo loro dovrei ingurgitare. Vi faccio un solo esempio: penne all'amatriciana. Immediatamente dopo il terremoto penso io, con cubetti di ventresca al posto del guanciale, il ché le declassa all'infimo rango di una mediocre Serie Z. Assaggio. Unica nota positiva, le penne sono al dente. Il rosso che sta in goppa devono averlo direttamente preso dalle sacche di questa mattina: non sa di niente, anzi no, di qualcosa sa ma non lo dico pensando al mal di pancia che provocherei nelle signore.
Alla sera mi attaccano altre due sacche di sangue. Non lo so ancora ma nell'aria c'è sentore di catastrofe imminente. È l'ora del cambio turno e delle consegne alla nuove Schwestern della notte di tutti i protocolli, uno per ogni degente.
Sono un degente. Oh cazzarola santa! Ho un protocollo: Gesù facite o miraculo. Marò tenetemeli lontano sti cacacazzi.
E invece no, cavolozzo fritto! Quella che deve e vuole andare a casa mi aggredisce una vena del braccio sinistro, finora intonsa e mi ci infila l'attacco delle due sacche unite.
Tutto fila liscio, ma mi sento un gatto nella pancia che miagola disperatamente. Lo mando a cagare e mi addormento. Non credo che siano passate due ore e sogno di essere in piscina a nuotare. Mi sveglio e sto nel guazzo: le due sacche sono quasi vuote ma niente del sangue è andato nelle vene, sta invece dappertutto Ho il lato sinistro zuppo di sangue, il letto, il materasso, insomma tutto.
Non posso che suonare il fatidico pulsante rosso e dentro la mia stanza si precipitano in tre: due infermieri e una Schwester. Un'occhiata ed hanno capito la situazione.
In pratica mi tolgono da letto, mi spogliano come un Cristo sul Golgota e mi rivestono in un attimo. Nel frattempo che i due masculi lavorano come a cottimo la Schwester mi lava con un liquido verdognolo che si autoasciuga. Tutto viene cambiato dal materasso al resto, In meno di dieci minuti ho un letto fresco e non sanguinolento. Mi ci adagio e subito la Schwester mi riattacca due sacche nuove, meticolosamente controllando il deflusso del contenuto nella mia vena. Perfetto. Posso tornare a dormire. Il tutto in poco meno di un quarto d'ora. Eh sì, Cavaliere Errante, i tedeschi sono tremendamente efficienti. Spiace ammetterlo, ma non so quanto tempo sarebbe durato in un Ospedale del Nord Italia. Il Sud Italia non lo prendo nemmeno in considerazione. Questo vale per tutto, meno che per i pasti, ma si deve tener conto che siamo in Germania e che i tedeschi sono a tavola molto diversi da noi. Quelli che come me qui soggiornano da anni lo sanno perfettamente. Per questo puoi trovare tutti i tavoli di un ristorante italiano occupati da tedeschi, ma nessuno dei cento locali tedeschi occupato da un italiano vivo e integro nei piani alti.

E 611- Sarà la mia ultima stazione prima della mia uscita da questo Hotel. Mi ci hanno trasportato il giovedì mattina dopo il Frühstück. Subito la visita dei medici. Viene il Professore stavolta, il Primario, direttore del Reparto Urologico, Prof. Dokt. Detlef Frohneberg.  Bell'uomo sulla cinquantina, imponente, simpatico. Stringe la mano a tutti, si informa della condizione di tutti chiedendo dettagli normali parlando NON il linguaggio dei medici, ma dell'uomo di strada. Mi chiede come mi sento a prescindere, dello essere DEGENTE. Visto il clima amichevole ed il soggetto glielo spiattello in faccia.
-Ich fühle mich genau so wie eine verlassene Frikadelle, Herr Professor.
Mi sento come una polpetta abbandonata.
-Wieso verlassene, Herr Iacoponi. Ist der Personal nicht gut genuch?
Forse il personale non si occupa di lei come dovrebbe?
-Nein. In dieser Abteilung sind alle Primaleute. Sie kümmer sich alle sehr gerne an mich.
Niente affatto. In questo Reparto sono tutti in gambissima e si preoccupano di tutto.
-Aber ich bin da wie eine verlassene Frikadelle und jeder guckt mich wie eine Beute.
Ma io mi sento come una polpetta abbandonata e tutti mi guardano come fossi una preda.
-Welche war ihre Beruf, Herr Iacoponi?
Quale era la sua attività?
-Bühnenmaler. Ich bin ein Kunstler.
Pittore di scene teatrali. Io sono un artista.
-Das hatte ich mir gedacht. Sie reagiren genau so empfindlicherweise wie jeder Kunster  die ich operiert habe. Ich werde sagen daß diese eine normale Reaktionen sei für Leute so sensibel wie die Kunstler.
Me lo ero immaginato. Lei reagisce in modo così estremamente sensibile come ogni artista che io ho operato. Io direi che questa sia una normale reazione di tutte le persone tanto sensibili quanto gli artisti.
Se ne va sorridendo e stringendomi la mano.
Diciamo che mi sento soddisfatto

Il primo catetere è via, quello che stava nella via naturale di uscita. L'altro rimarrà a lungo anche dopo l'abbandono dell'Ospedale. Serve a controllare il resto di urina nella vescica  dopo ogni normale minzione. Una gran rottura di palle.
La mia stanza è una di quelle prive di gabinetto interno. Si deve uscire nel corridoio, traversarlo in linea dritta- tre metri circa -e ci si trova in un gabinetto assai spazioso, che io occupo militarmente e uso ogni quarto d'ora; di notte ogni mezz'ora. Dopo due giorni sono fuso ma tutti dicono che va bene così, che devo stare contento e tranquillo e che occorre pazienza. Geduld, Geduld, Geduld. Proprio ciò di cui ignoro l'esistenza e l'indirizzo civico.
Ci son sempre tracce di sangue sia nell'urina che esce per la strada naturale, sia nei resti. Tendenza a diminuire. La dottoressa del Reparto mi predica che devo avere , indovinate...Geduld, per almeno altre sei settimane.
Impiccati Doktorin.
Io vorrei andare in Italy almeno due settimane a settembre. Anche se a settembre ci sono i compleanni di Sara, di Federico e dei due gemelli -il decimo- ma quest'anno è andato tutto sottosopra.

Gli ultimi tre giorni praticamente tutto si ripete e tutto si conserva. La dottoressa continua a ripetermi che bald, assai presto lascerò il palcoscenico. Mi concentro sui miei ultimi due colleghi di stanza. Uno, Milik, è un serbo molto caruccio. Più giovane di me da una settimana aveva la promessa che sarebbe uscito dalla porta principale. Ha solo mezza vescica ma gli basta, purché non beva troppi alcoolici. L'altro, Robert, è un ragazzo di 33 anni, scapolo per scelta perché da quando aveva cinque anni combatte una battaglia persa per i suoi reni. Lo hanno operato sette giorni fa e gli hanno tolto il rene sinistro. Un mostro di cinque chili grosso come un topo di fogna di quelli che circolano a Roma.
Anche il destro è ingrossato. Si chiama Nieren Kreps cancro ai reni. Lui parla come un vecchio che ha molta  Geduld. Sostiene cha la sua aspettativa di vita non supera i venticinque anni.
-Ich werde niemals so alt wie du.
Non arriverò mai alla tua età, mi dice.
Sentirlo parlare mi fa venire i brividi e sembrare il mio stato una bazzecola.

Alle 13,30 di mercoledì 9 agosto, arriva mio figlio Federico per riportarmi a casa.
Saluto tutti con affetto, qualcuno ancora di più. Da stamattina ho impaccato tutte le mie cose, le tantissime che non mi sono servite a niente. Come quando vado in Italy: la metà della roba che porto via nemmeno la tocco.
Un po' mi dispiace, ma conto di non tornare più qui in questo Ostello.
Fuori il mondo non è cambiato. Comico: lassù mi osservavo sempre il basso ventre. Qui non incontro nessuno che lo faccia.
Forse è incominciata un'altra vita.

Dedico questo post a tutti i miei amici, e sono tanti, che malgrado avessero tutti i loro problemi si sono voluti interessare anche dei miei.
Grazie Gente. Neanche questo dimenticherò più.
  

76 commenti:

  1. Sono felicissima di rileggerti, Ciantin 😊😊😊😊
    E vedo con enorme piacere che il tuo soggiorno in ostello decastellato non ti ha cambiato. Sempre grintoso,ironico, birichino... va benissimo così!
    Un bacione enorme e....geduld 😂😂😂😂😂
    Smack! 😚😚😚😚

    Ps non è che per caso il personale femminild ospedaliero sta ancora facendo festa perchè ti hanno dimesso????? 😂😂😂😂😂😂😂
    Ancora bacio e non strafare!

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    1. Ciao malalingua, ma come hai fatto ad indovinare della superfesta organizzata per non avermi più sulle palle?
      Gli ultimi giorni non mi sopportavo più nemmeno io. Tutte a chiedermi perché mangiassi così poco e alla fine gliel'ho dovuto mettere in chiaro. "Perché io, malgrado l'aspetto, sono un bovino ma non un suino: non mangio merda" Avessi dovuto vedere la faccia delle due fanciulle. Hanno fatto proprio una faccia strana e se ne sono andate sculettando. Sono quelle che alla fine ho ringraziato con maggior fervore, un po' certo perché erano giovani e carine assai, ma perché erano state sempre a disposizione ed avevano fatto capire che non era solo professionalità.
      Non è vero che non sono cambiato, purtroppo. Devo razionalizzare gli sforzi e non riesco come prima a seguirvi tutti come vorrei. Ma ce la farò, te ne accorgerai, te lo prometto.
      Un abbraccio Pat.

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    2. Non avere fretta! Noi mica scappiamo!
      Un'operazione è sempre un'operazione. Per la maratona di New York abbiamo ancora tempo 😉😊😊😊😊😊
      Ciao stella! Riguardati che io... va beh! Te lo dico ma sarà l'unica volta quindi.... io ti voglio bene!
      Bacio Vincenzo

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  2. Biciè, non posso distrarmi un attimo che ti fai togliere la prostata.... Perchè di quello si è trattato, vero? Augurissimi di pronta guarigione! :)

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    1. Pensa che se non ti fossi distratta mi sarei fatto amputare il pisellino!
      Ahahahahahah
      Ti ringrazio sei sempre la stessa di tanti anni fa. Ma io lo so: i sardi non tradiscono mai gli amici. Non ricordo come si dica in dialetto, ma il senso è: "amici per tutta la vita, nemici anche dopo questa vita". Me la spifferava il mio migliore amico, Adolfo Sotgia da Orgosolo.
      Grazie tante per gli auguri. E ciao, alla prossima.

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    2. Sono andata a spulciare tra i post precedenti a questo ed ho constato che non si è trattato di prostata ma di polipi all'intestino!Comunque l'importante è che tutto si sia risolto per il meglio! :* :)

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  3. 😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘💖

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    1. Da parte tua è un messaggio bellissimo, che io capisco assai bene e che mi fa tanto bene.
      Auguriamoci giorni migliori e più sereni.

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  4. Sono felice di risentirti e che tutto sommato è passata anche questa. In ospedale si fanno sempre incontri straordinari o in senso positivo o negativo, è un momento talmente particolare che si fa fatica a dimenticare chi si è incontrato. Mi ha colpito tento la storia di quel giovane, speriamo in un miracolo.
    Buon ferragosto.
    sinforosa

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    1. Ha colpito anche me, soprattutto il tono di resa incondizionata che c'era nella sua voce e nel suo sguardo.
      Solo un miracolo lo salverebbe. Speriamo che il padreterno non faccia vacanza, né scioperi mai.
      Buon ferragosto.

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  5. Mah ... facendo i seri ( talvolta si deve ... ), credo che Tu, caro Vincenzo, ndevi dimenticarti che, un decorso dopo una normalissima operazione alla prostata ( con riduzione della stessa o limitazione della grossezza, se possibile ) come quella che mi sembra Tu abbia sopportato, deve essere necessariamente lungo ( almeno 6 mesi ) prima che Tu possa tornare ad essere "più civitavecchiese e jacopone che pria"; ciò, in quanto il corpo deve assorbire tutte le sostanze che hanno composto l' anestesia, alcune di facile assorbimento, altre più testarde a permanere !
    Un consiglio ??? Statti quieto ... "dormi, sogna ... riposa, muore anche il mar" !!!
    Ps. : all' Ospedale di Anzio, il Dr. Marco di Bari ( appassionato medico di stanza al Pronto Soccorso ), ed il Prof. Carlo Cascone, sessantenne, affascinante Primario di Chirurgia, a quegli efficentissimi tetesken in camice bianco ( primari et non ), in una gara sulle qualità professionali, gli farebbero vedere i sorci verdi quanto a bravura e capacità mediche, mentre sul piano della cultura, o della sensibilit, o del rispetto ed affetto per il paziente in difficoltà, NON CI SAREBBE NEMMENO CONFRONTO, tanto distati ( anni luce ) il Dr. Di Bari ed il Prof. Cascone sono dagli eredi del Dr. mengele !!!

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    1. Qui mi parlano di 12 settimane ed io voglio attaccarmi a questa ipotesi ed alla mia capacità di ripresa, anche se faccio fatica a salire le scale, ed addirettura a scenderle.
      Non conosco i medici di cui parli, ma so che ci sono aree dove i nostri eccellono. Purtroppo sono relativamente poche. Su alcune cose però in Germania puoi dormire tranquillo. Se fai un incidente leggero o meno non ti devi preoccupare se il tuo assalitore sia o no assicurato. Ha le targhe? Allora è assicurato. In Italia devi raccomandarti a Dioe alle tue anime sante.
      Tutti i medici ospedalieri in Germany, devono avere una laurea con 1.0, cioè 110 e lode. E altrettanto in specializzazione. Non ci saranno forse i Mingazzini e i Veronesi, ma il livello medio è elevatissimo. Tu hai diritto di richiedere una commissione di inchiesta sull'operato dei medici del tuo reparto. Prova a chiederla inun qualsiasi ospedale italico.
      Anche io lapensavo come te quando stavo in Italia, ma ho dovuto ricredermi. Non parliamo poi degli inglesi. Faremmo una figuraccia. Basta che pensi all'infinità di casini che avvengono nei nostri ospedali e la ministra sta ancora lì a sputare sentenze oscene.
      Non so come sarei stato assistito in un ospedale del Friuli o della Lombardia. Qui ho avuto tutto senza dover chiedere niente. Il mangiare non è buono per NOI, per loro va benissimo. Io sono uscito soddisfatto e sento che sto migliorando di giorno in giorno. Come ex degente oparativo vengo seguito dal mio medico di base, dal mio Urologo e se il caso da qualsiasi ospedale tedesco dove avrei solo da portare la lettera che mi è stata consegnata all'uscita, dove tutto è chiarito nei dettagli.
      A me basta cavaliè.
      Grazie per la tua presenza, le tue poesie ed anche la tua difesa della NOSTRA classe medica. Non so diventato crucco
      solo che odio i luoghi comuni e la suddivisione in buoni e cattivi in base alla nascita.
      Mengele è una mostruosità nata in un paese in balia di una banda di delinquenti comuni rivestiti di una divisa.
      Non conoscevo a fondo quella Germania. Conosco questa. Posso giudicare solo quello che vedo, ed è ciò che faccio.
      Ciao Cavaliè. Passa un buon ferragosto.

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  6. Ammiro la tua lucidità e la tua sapida ironia che hai mostrato e dimostrato nel raccontarci la tua esperienza. Un plauso alla tua forza di volontà ed al tuo coraggio. Bentornata Herr Iacopo ni!

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    1. Sono felicissimo di ricontattare te e le tue bellissime poesie. Ho fatto una pausa. Pensa che mi sono portato dietro l'ultimo romanzo di Francesca Vanni: pensavo di leggermelo tutto. Povero illuso, nemmeno una riga ho letto. C'era sempre qualcosa di nuovo ed il resto del tempo lo si passava dormendo. Sembra una cosa normale.
      Avevo il quadernone con gli appunti per la mia ultima creazione poetica. Ti immagini quanto io abbia scritto? Nemmeno l'ho aperto sto quaderno.
      Adesso mi rimetterò in paro, spero.
      Buon ferragosto Daniè e grazie.

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  7. Noto con piacere che il tuo senso dell'umorismo non lo mortifica nessuna situazione.Quella della 'camica da notte per...' mi ha fatto sbellicare.
    Dai che il più è fatto!
    Un abbraccio grande come l'equatore.
    Cri

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    1. Mi sono convinto che la mia ultima battuta precederà la mia dipartita di un paio di secondi, testa permettendo. La capacità di vedere sempre il lato umoristico delle cose è una mia dote naturale, derivata dritta dritta da papà. Mio nipote Fabio è come me. è l'unico che si chiama Iacoponi. Beh, una piccola soddisfazione, vuoi mettere?
      Ci sarebbe stato di fare quattro, otto, sedici risate se tu fossi stata qui. Mi facevo le battute e mi facevo le risate da solo. Qualcuno avrà pur pensato che fossi scemo. Magari lo sono, chi lo sa? Tu che ne dici?
      Sai chi c'è all'equatore che corre davanti al tuo abbraccio per allungarlo ancora? Prova a indovinare genovese.
      Ah ah ah ah ah!!!
      Grazie di tutto.
      VIN

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  8. Buon Ferragosto Vincenzoooooo! 🎶🐳🍹💋

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    1. Buon tutto l'anno a te, Pia. Schmack schmack schmack!

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  9. Bene ... io lo ripeto : continuo a preferire, e di gram lunga, il Dr. Di Bari, ed il fascinoso Prof. Cascone, che non solo mi seguono ogni 10 giorni ( anche io sono stato operato il 7 giugno u.s. ), costatando che la ferita all' addome mi si è perfettamente emarginata, ma mi stanno vicino con affetto e sensibilità impagabile !
    E comunque, lasciando da parte questa querelle, prendiamo, caro Vincenzo, il combinato disposto di quanto affermato sia dai tetesken, sia dal milanese Prof.Cascone : perchè Tu possa davvero sentirti più civitavecchiese ( fattosi romano per amore, e teutone per necessità ) e jacopone che pria, ci vorranno ( e non ti spaventare ) almeno 6 mesi di convalescenza, proprio per le difficoltà del corpo ad assorbire del tutto le sostanze dell' anestesia epidurale ! Poi, dopo questo termine temporale, potrai tranquillamente gridare : TANA LIBERA TUTTI !^_^
    Ps. Annamaria ... che dice ???

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    1. Grazie dell'augurio. Anche tu scimitarrato? Bravo. Hai controllato che tutte le appendici siano al loro posto?
      Uahu! Mamma mia e tua, controlla n'antra vorta nun se sa mai.
      Annamaria me ammazzerebbe. Per causa della mia pigrizia deve rimanere qui ancora non si sa quanto. In effetti potevo fare sto casino a gennaio...di qualche anno fa, ma mi frenava la paura dell'incontinenza. Rischio che c'era, anche se adesso vedo che ce la faccio già a superare i tre quarti d'ora in piedi e le due ore sdraiato (di notte).
      Ma l'idea di dovermi cambiare tre volte al giorno il pannolone mi metteva i brividi. Dieci anni fa sarebbe finito tutto in quattro mesi al massimo. Adesso te lo dico alla fine.
      Ciao cavaliè. Buona festa.

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  10. Ciao Vincenzo!
    Te possino... eh, ora è tempo di ripresa tu impegnati al meglio e io incrocio le dita così fai prima.
    Che dire, nonostante la brutta avventura leggerti è sempre grandioso, perché la tua scrittura e i tuoi pensieri sono vita vera
    Ti abbraccio ������������

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    1. È successo tutto in fretta e io non c'entro niente. Non si poteva evitare, ma considerato che sono stato operato il 28 di luglio e dimesso il 9 di questo mese e domani è una settimana, il decorso mi sembra rapido e positivo. Confido nelle forze di recupero della parte maschile della mia famiglia. Spero di non sputtanarli proprio io che sono il capostipite.
      Mi divero ancora a scrivere e questo è un buo segno.

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  11. Risposte
    1. Certo. Qui non è festa, ma per me è la festa di mezzagosto.
      Alla faccia del caciocavallo.
      Ciao Claudia e grazie di cuore.

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  12. Le scriverò dopo la sua certa guarigione.

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  13. Prendi nota, mi raccomando, Vincenzo!...
    Quanto a noi, un abbraccio forte e a risentirci, appena avrò superato questo momento un po'complicato: problemi di salute degli anziani di famiglia.

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    1. Ne ho preso già nota.
      Anche tu con problemi? Pare un'estate stregata questa. Ma ce la lasceremo alla spalle.

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  14. Ragazzi, qualcuno è al corrente di come sta Xavier? È da parecchio che non lo leggo nemmeno nelle pagine di amici comuni
    Scusa Vincenzo se scrivo qui ma è tanto che ci penso ma non vedo nessuna traccia di lui
    Grazie

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    1. Buongiorno signora Claudia, sono Melinda e sono una cara amica di Xavier.
      Xavier sta male, da un sacco di tempo, ma nessuno gli ha mai scritto o lo ha mai cercato.
      Peccato, perché basta connettersi a questa pagina del suo blog:

      https://queerasblog96.blogspot.it/p/scrivimi-via-mail.html

      e scrivergli.
      Un saluto.

      @Vincenzo Iacoponi: mi scusi per il disturbo. Complimenti per il blog e spero che la sua salute possa migliorare.

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    2. Hai fatto benissimo a farlo. Io per un po' di tempo avevo saputo che non era in gran forma e che forse era meglio lasciarlo in pace. Poi ci si sono messe le mie rogne. Cercherò di contattarlo.

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    3. Grazie Melinda dell'aggiornamento. Purtroppo non è migliorato. Ho sbagliato certamente io a volerlo lasciare in pace. Era in uno stato in cui non capivo se l'asptto sentimentale avesse la prevalenza, oppure no.
      Mi rimetto immediatamente in contatto.

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    4. Grazie signora Melinda, passò spesso nella pagina di Xavier, spessissimo nella speranza di leggere notizie, a volte le persone non vogliono essere invadenti, ho vissuto l'esperienza di quella brutta malattia con la mia nipotina di sette anni e mi creda a me l'interesse altrui faceva male, sa perché? Era come se parlandone ogni volta la ferita si apriva, non tutti siamo bisognosi di altruismo ed è difficile entrarne in merito
      Grazie ancora Vincenzo, per averci lasciato questo spazio per parlarne..

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    5. Grazie a te, Claudia. Anche io penso che in questo caso la privacy vada rispettata soprattutto da chi è un amico. La sua vita appartiene a Xavier, e lui ha il diritto di gestirla come lui vuole. Non ho paura che equivochi sul mio comportamento: lui è un ragazzo di rara sensibiltà e intelligenza. Capirà che noi soffochiamo il nostro istinto egoistico di sapere per lasciarlo in pace.
      Ciao Claudia.

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    6. Proprio così Vincenzo, la pensò esattamente come te
      Ciao caro!

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    7. Sì, lo so, sei una ragazza comprensiva.
      Ciao bella!

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  15. Bentornato a casa, lieta di sapere che finalmente hai lasciato l'esotico resort e hai riportato la tua immancabile ironia tra noi. Personalmente anche se ti conosco da pochissimo mi sei mancato, ora pensa a riprenderti.
    Un abbraccio!

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    1. Bellissimo sentirtelo dire. Grazie di cuore,
      Sto ritornando in forma, mattoncino per mattoncino. Detto tra noi non credevo fosse tanto dificoltoso. Mi ci sto adattando.

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  16. Ciao Vincenzo, sono contenta di sapere che l'intervento è andato bene e sei tornato in pista.
    Bello il racconto, anche se non h la suspense di Nick Cammello brilla lo stesso per il ritmo vivace.
    Baci!

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    1. Nick Camello era una mia invenzione. Qui non potevo inventare niente, anche se la realtà a volte supera a fantasia. Il mio soggiorno ospedaliero mi ha dato modo di verificare che intorno a me, a noi, c'è gente che soffre in silenzio ed ha prospettive di vita limitate. Eppure non disperano. Una lezione di vita alla mia età, non è da tutti.
      Sono in debito con te. Volevo leggere tutto il tuo bel libro mentre invece non ho concluso nemmeno una pagina. Veramente non credevo che l'unica cosa facile da fare dentro quel posto è dormire. Malgrado la giornata inizi prestissimo finisce altrettanto presto.
      Ricomincio dall'inizio.
      Bacione.

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  17. Risposte
    1. Grazie, Annika e buone ferie nel tuo paesello.

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  18. Ciao Vincenzo, sono contento di sapere che tutto è andato bene e non poteva essere altrimenti, sei troppo cazzuto.
    Ho ricevuto la tua mail a cui ho risposto con vero piacere, spiegandoti le motivazioni di questo mio allontanamento. Ho scritto anche a Claudia sul suo blog, se volete continuare a scrivermi fatelo, mi farà solo piacere e poi non è detto, forse riaprirò il blog, vedremo.
    Un abbraccio!
    Xavier

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    1. Che meravigliosa sorpresa Xavier!

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    2. @Xavier-Ho immediatamente letto la tua risposta alla mia mail, ma non potevo risponderti subito. Lo faccio adesso, appena scritto questo breve saluto.
      Cercherò di farmi sentire il più spesso posibile per esserti vicinil più possibile.
      @Claudia-Esatto, una gran bella sorpresa.

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    3. Vincenzo ciao, come stai ? Spero meglio di giorno in giorno
      Xavier ha riaperto il blog, te lo comunico perché so che ti fa piacere
      Torna presto
      Bacio

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    4. Grazie. Ne prenderò visione.
      Sono sulla strada del ritorno.
      Smack!

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  19. Anche questa l'ho letta tutta solo oggi, per gli stessi motivi dell'altro post.
    L'ho trovata carinissima, ti immaginavo in azione e in (apparente) riposo, far finta di geduldig zu sein e intanto macinare, macinare, macinare pensieri, come un gatto acquattato e pronto a scattare...
    Bentornato, una volta di più!

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    1. Geduldig zu sein ist's mir unmöglich, überhaupt in dieser Lage, macinare pensieri però è quello che in questi ultimi ottanta anni ho saputo fare. Devo solo ripetere un cliché di consumata esperienza.
      Ben ritrovata una volta di più, Sabina.

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  20. AUGURI Viciè ... how are You ???
    Abbracciandoti, ma senza squassarti l' ossa, spero di sì, la tua poetica civitavecchità ci manca eccome ... brutto delinquente !!! ^_^

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  21. Fammici raccapezzare coi cocci delle tante idee che sto riammuchiando drento la capoccia poi te la do io la poetica Civitavecchia...te possino.

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  22. Ah ah ah ah ah .... lo sapevo !!!
    Che dovevo provocarti, se volevo sapere, con certezza, come stavi !
    E la tua risposta, mio caro amico, mi dimostra che "lo spirto guerrier ch' entro ti rugge"m nin s' è nè smosciato, nè è scomparso, come tutti noi qui speravamo !!!
    Ergo ... ADELANTE PEDRO, SED CUM JUDICIO !!! ^_^

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    1. Vabbè! Te vojo bene cavalliè e te la perdono sta cianchettata. Speriamo che arinfresca così ce se ricontra.
      Ciao e bona serata con ber piatto de fettuccine.
      Ciao.

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  23. Fettuccine fatte 'n casa, sempre ! ^_^
    Ma, mentre spero che, pe' quanto attjene a la deggenza tua Tu segua er mjo consijo ( ADELANTE PEDRO ... SED CUM JUICJO ! ) cheppoi è anche quelo che ddà er sor Manzoni, frattanto te linko 'sto popò de ER TUO STILE, de quer grandissimo Poeta-Musicista-Autore chedè LEO FERRE' : sentitela Vicjè .... e goditela, Tu che ami la poesja de sostanza, quella etereo-carnale, ennò quela farlocca de li Poeti stilnoveggjanti che, a sentì loro, 'na donna nun se doverebbe nemmeno toccà co' li fjori ... tacci loro !!!
    °°°
    https://youtu.be/ePKnDLZ0L1A

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    1. Coi fiori no, che je fai er solletico? Con frutta e verdure fresche, tipo banane e pisellini e avoja quanti se ne troveno de sta staggione, che poi fra 'n par de mesi cor freddo se smoscieno. Vai vecchio pornografo, nun ce sta troppo a sospiralla sta 'ngroppata!

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  24. Ciao, nuova follower; complimenti per il blog, qui la mia ultima recensione, appena pubblicata, se ti va ti aspetto da me come lettrice/lettore fissa/o

    https://ioamoilibrieleserietv.blogspot.it/2017/08/recensione-storie-di-animali-e-altre.html

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    1. Ben giungiuta. Più semo mejo stamo. Ho preso nota, mo te vengo a tróva.
      Ciao Benedetta.

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  25. Ciao Vincenzo, spero tu sia completamente guarito. Ho letto il tuo post quando l'hai scritto, racconto dettagliato e vivo, ma le mie mille cose mi hanno tenuta lontana e lasciare solo un saluto, come a volte mi prefiggevo di fare, mi sembrava troppo poco...oggi ho deciso che passare per un saluto è sempre bello...e sono qui! Come stai, Vincenzo? Tutto ok? Ti lascio un saluto con un sorriso grande ed un abbraccio.

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    1. Ma te pare! Un saluto tuo è sempre una cosa preziosa. Vado mejo, ma nun so ancora "er mejo". Come se dice? Me difendo.
      Il sorriso grande me lo piglio, il saluto pure e poi restituisco con l'abbraccio.

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  26. Vincenzo non scrivi più? E' già fantastico leggere i tuoi commenti da me e da gli altri ma a me i tuoi post mancano. Quando vuoi torna a postare :-)))

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  27. Sì ... sono certo che ritornerai qui "più vincenzone e iacopone che prìa" !!! ^_^
    E, frattanto, ti dedico questi versi che ho scritto sull' Autunno la stagione di gran lunga da me preferita : spero ti piacciano !
    A bentoit ...
    AUTUNNO
    L’ Autunno anticipò la sua venuta
    e, finalmente, venne a noi alato !
    Le foglie d’ oro, in libera caduta,
    coprirono le strade in spesso strato !
    .
    E i suoi silenzi, e i cieli celestini …
    e le Memorie antiche, ed i profumi
    di vita agreste, e delle case i fumi,
    e i suoi colori, nitidi e azzurrini …
    .
    Tutto rifulge …. e il sogno non s’ infrange
    all’ apparir delle albe nei mattini :
    io guardo l’ orizzonte, giallo e orange,
    striato in rosso e in blu ! E i Cherubini
    .
    dan fiato ai loro argentei clarini
    suonando in armonia con i violini !
    E dal creato, alfin rasserenato,
    gridano al mondo : “Sì … l’ Autunno è nato” !!! 😀
    By @Cavaliereerrante
    °°°

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    1. Bravo cavaliere, stavolta non hai errato. Scusa se non posso esultare più di tanto, ma a me l'Autunno dá il vomito. Mi fa ineluttabilmente pensare che la bella stagione se ne è andata e che presto arriverà l'inverno e i maglioni e i cappotti e tutto quello che più mi fa schifo. Sì lo so, i colori sono meravigliosi ma se li devo guardare da dietro i vetri delle finestre perché de fora ce se caca addosso dar freddone -qui da me è già de casa- me fa troppa tristezza. Però l poesia è belle e se sente che t'ariconsoli. A tanti l'estate fa sta male co la callaccia, ma pensa a quando con tutto il riscaldamento acceso te viene subbito voja de tornà drento al letto sotto le coperte manco arzato.
      E poi nun so si ciai fatto caso, ma l'estate è corta assà e l'inverno sto puzzone nun finisce mai.
      Mo m'ariconsolo io: è na fortuna che noi ommini de celletto ce n'avemo uno solo, così la prossima estate nun me dovranno ariparà niente perché l'hanno fatto già quest'anno.
      Ciao cavalliè. Sursum corda.

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  28. Pe' gnjente me par poco, o sor Vincenzo,
    che Tu riprenna la passata lena ... ???
    Dico possanza d' omo e puro pjena,
    ennò da vecchja tonaca e d' incenzo !!!
    Noi te volemjo, arzillo e schjoppettante,
    mica deggente ... oppur vecchja cjavatta !
    Bbasta co' li clisteri e co' l' ovatta,
    torna da noi ... Vincenzo e Jacopante !!! ^__0

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    1. Nun c'è gnente da dì: sei un ber poeta quanno te ce metti.

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  29. Aspettando che ti passi questo torpore, un abbraccio Vincenzo

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    1. L'abbraccio si accetta sempre e si ricambia. Più che di torpore si tratta di tutta una serie di medici da frequentare, con relative attese tra un'analisi e l'altra.
      Ti dovessi dire come mi sento...me so propio rotto li co....
      Ciao, e grazie per il tuo incoraggiamento.

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  30. Nooooono, Vincè ... li cojoni tua nun te li rompe, nun fà come quer matto che, durante 'na visita del medico ispettore ner manicomjo indove stava, se fece trovà co' le palle su una lastra de marmo, mentre, armato de martello, je ce dava martellate a tutto spjano !
    "Ma signore - disse il medico - cosa sta facendo" ???
    "Niente - rispose il matto - mi sto masturbando" !
    "Masturbando ... - fece il medico - SI STA MASTURBANDOOOO" ???
    "E quando gode" ?!? - jè chjese il medico basito ...
    "QUANDO NUN LI COJO" !!! - concluse il pazzoide, e seguitò tutto contento !!! ^_°

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    1. Bella cavalliè, nun la sapevo. Peccato che sta lì scritta che de sicuro tu le sai puro ariccontà.

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  32. Essì che la saprei raccontà ! De resto, mio caro Jacopone detto "Vicjenzooo", che nun venimjo entrambi dar Classico ??? E che nun avemmjo professori preclari entrambi ??? E allora, mio vecchjo scarpone de civitavecchjese che se fece romano pe' passjone poetica e teutonico pe' lavoro, che coppja faremmjo io e te ... e pe' le fancjulle, o consenzjenti o nolenti, nun cjè sarebbe requje, poichè faremmjo stragge de cori e ... ehm ... de antro !!! ^_°
    Ma ora è tempo de annassene, mjo caro Vincenzone, io verso 'na focosa e passjonale vecchjantù, Tu da l' ovatte, li clisteri e li medici ( mortacci loro ... 'sti fiji de 'na miggnjotta ) : ma pe' entrambi, come disse Santippe ... c'è tanta carne bbòna ar fòco e tante trippe !!! °__*

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